Coronavirus, l’Ausl: “Molti positivi a Reggio Emilia? Dipende dai test”

L'azienda: ci sono 3.637 contagiati, ma i tamponi effettuati sono stati 9.600

REGGIO EMILIA – Il numero elevato di persone risultate positive al coronavirus in provincia di Reggio Emilia – 3.637 a ieri – e’ strettamente legato alla strategia dall’Ausl, che dallo scorso 26 marzo ha messo in campo azioni per intensificare il numero di tamponi. Lo chiarisce la stessa Azienda sanitaria, segnalando che ad oggi i test effettuati sono oltre 9.600 di cui circa 5.800 eseguiti in ospedale, 700 negli ambulatori Covid, 850 nelle residenze protette per anziani, circa 1650 nei “drive through” (in auto) e 300 tamponi a domicilio su persone entrate in contatto con casi positivi che hanno manifestato sintomi ma non cosi’ gravi da richiedere l’accesso al pronto soccorso ospedaliero.

Numeri a cui si aggiungono i 300 tamponi per la sorveglianza sanitaria degli operatori. I contagiati, quindi, sono pari al 35% dei tamponi eseguiti e di questi, dice l’Ausl, “2.277 si trovano a domicilio (67,6% dei casi positivi a fronte di una media regionale del 43,1%)”. Anche il dato della ‘letalita” (ovvero i decessi calcolati in percentuale sui tamponi positivi) e’ piu’ basso della media regionale”. Altro dato incoraggiante e’ da ultimo che “da fine marzo si registra un trend in riduzione del numero dei ricoveri ospedalieri e dei pazienti ricoverati in terapia intensiva, pur avendo ad oggi ancora 440 pazienti ricoverati nelle sezioni e negli ospedali Covid del territorio oltre che nella sezione attivata a Villa Verde”.

Un dato che, “pur rimanendo un numero elevato” resta comunque inferiore rispetto al picco della ospedalizzazione, che si e’ registrato il 26 marzo, con 603 pazienti compresenti nelle strutture sanitarie.