Coronavirus, l’Asp: “Qui 160 casi, ma noi ci siamo attivati subito”

Il presidente dell'Asp Raffaele Leoni: "Delle persone contagiate solo otto sono in ospedale e una in una struttura di degenza"

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REGGIO EMILIA – A Reggio Emilia, nella guerra contro il coronavirus, il fronte delle residenze per anziani non e’ rimasto sguarnito. Lo assicurano i professionisti dell’Ausl e i vertici dell’Asp “Citta’ delle persone”, ascoltati stasera (in videoconferenza) dalla terza commissione Sanita’ del Consiglio comunale, convocata su insistenza dei gruppi di minoranza. La situazione nelle otto strutture gestite dall’Asp, viene comunicato e’ ad oggi di 160 ospiti contagiati su un totale di 660 anziani presenti.

“Il primo vero incontro con il virus – spiega il direttore sanitario dell’Ausl Cristina Marchesi – e’ avvenuto il 18 marzo, quando alcuni anziani non di questo Comune e nemmeno del distretto si sono presentati nei pronto soccorso di Reggio e Montecchio. Il giorno dopo ci siamo attivati con incontri con i gestori delle strutture, tenendo presente che i nostri sforzi erano concentrati tutti sulla riorganizzazione dei reparti ospedalieri (700 i posti covid creati ad oggi, ndr)”.

Per quanto riguarda il quadro dei decessi invece, (a prescindere dalla causa degli stessi) al 31 marzo 2020 il dato complessivo relativo al primo trimestre 2020 era di 72- 22 certificati Covid con un incremento di 10 casi rispetto all’analogo periodo del 2019. Particolarmente pressanti nei giorni scorsi erano state le richieste di chiarimento sul numero di tamponi effettuati su ospiti e operatori sanitari e sulle dotazioni di strumenti di protezione individuale.

Dal 25 marzo i professionisti dell’Ausl si sono recati nelle strutture e hanno sottoposto a tampone oltre 800 persone (altri 150 sono gia’ programmati per domani). Per quanto riguarda i “dpi”, invece, ad oggi sono stati distribuiti 96.000 mascherine chirurgiche, 55.000 camici, 500 occhiali, 1.050 mascherine Ffp2 oltre a grembiuli e manicotti. In tutte le strutture, viene sottolineato, sono state attivate da subito le misure di contenimento del contagio con zone dedicate ai positivi, intensificazione della sanificazione degli ambienti e limitazioni alle visite, a cui si sono aggiunti servizi come la consulenza psicologica a familiari e operatori e dotazioni di tablet agli anziani per restare in contatto con i loro cari.

Il presidente dell’Asp Raffaele Leoni sottolinea che “delle persone contagiate solo otto sono in ospedale e una in una struttura di degenza, tutte le altre restano accolte nelle nostre strutture”. Sul dato del personale il presidente aggiunge: “Al 31 marzo erano assenti 90 persone e di questi ad oggi 17 risultano aver avviato una pratica per infortunio Covid e altre quattro la stanno istruendo. Ma molti usufruiscono di congedi per assistenza ai figli, familiari disabili o per assistere parenti che hanno contratto il virus”. Il “nostro approccio – aggiunge il direttore dell’Asp Maria Teresa Guarnieri – e’ sempre stato quella della massima trasparenza nei confronti dei familiari e dell’opinione pubblica. Fin da subito non abbiamo mai nascosto nulla”.

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