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Coronavirus, la diocesi attiva un fondo per i più fragili

Su iniziativa del vescovo Camisasca: già raccolti 100mila euro. L'elenco di tutte le aziende che hanno fatto donazioni in questi giorni all'Ausl

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REGGIO EMILIA – Anche la Diocesi di Reggio Emilia ha deciso di contribuire alla lotta al coronavirus attivando, per volonta’ del vescovo Massimo Camisasca, un fondo dedicato (denominato “San Carlo Borromeo”) e incardinato sulla Caritas. In aiuto delle persone piu’ deboli, sono cosi’ gia’ stati raccolti 100.000 euro.

“Non dimentichiamoci degli ultimi: certamente oggi ci sentiamo tutti in difficolta’ e in pericolo: tutti abbiamo paura, ma molte persone vivono in condizioni estremamente gravi e problematiche”, scriveva il vescovo in una lettera aperta inviata al territorio il 3 aprile scorso. Le coordinate del fondo diocesano sono: Iban IT 67 O 05034 12800 0000 0000 1100 intestato a: Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, presso Banco Bpm, con causale: “Fondo San Carlo Borromeo”.

Ma ci sono anche furgoni ricolmi di cibo, dolciumi, abbigliamento sanitario e disinfettante vanno e vengono dagli ospedali della provincia dall’inizio della pandemia. Sono innumerevoli le aziende di grandi e piccole dimensioni e i privati che in questo periodo di grave emergenza hanno donato alimenti e oggetti necessari all’attività sanitaria e ospedaliera all’Ausl IRCCS di Reggio Emilia. Doni di varia natura volti a ringraziare gli operatori sanitari e non, del loro lavoro in prima linea a combattere il Coronavirus.
“Nonna Lea” ha donato un carico di 230 chili di erbazzone alle cucine dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio consegnando 192 teglie da 1200 grammi. Il “Rotary” di Guastalla 20 uova di pasqua, la ditta “Fattoria Italia” 504 chili di erbazzone, la “Società Agricola Codeluppi” 41,5 chili di Parmigiano Reggiano. E poi sono arrivati tanti ovetti di cioccolata, colombe pasquali, pane, torte, pizza, focaccia, gnocco, bottigliette di acqua naturale, cialde per il caffè, zucchero, bevande, biscotti e barrette proteiche. Coprisedili impiegati per isolare le sedute delle automobili utilizzate dal personale che si reca a domicilio per eseguire i tamponi, crema mani, stick per labbra, sacchi coprimaterasso, calze riposanti, disinfettante, occhiali, magliette, orologi e cronometri.

Sono tantissime le persone da ringraziare: la “Croce Verde”, “Grade Onlus”, “Curare Onlus”, la ditta “Pizzetti Learco”, la ditta “Unis spa”, l’Azienda Agricola “Montebaducco”, la ditta “Guerra Costruzioni”, la ditta “Water Time”, il forno “Gabrielli” di Scandiano, la ditta “Unilever”, il panificio “L’orto di Lucia”, la Gastronomia “Bacicchi”, la pizzeria “Orchidea” di Fogliano, la ditta “Regginflex”, la “Gloria Med. Spa”, il “Gruppo Argenta”, la ditta “Formula 12” di San Polo, la ditta “Icma” di via Cafiero, l’Hotel Pizzeria “Il Castello” di Castellarano, la ditta “Roche”, la pizzeria “Pizza e Core” di Casalgrande, la ditta “Vero caffè”, la ditta “Braglia” di Scandiano, la ditta “Norauto”, la ditta “Klaas AllItaly Srl”, la famiglia Salati, il bar “Roma” di Elia Lorenzini e Gloria Malagoli di Boretto, le signore e i signori Sara Martinico, Wilcher Bonacini, Giulio Iob, Livio Pallicelli, Fabio Barbieri, Cristian Giberti, Cinzia Tripodoro, Chiara Caivano, Tina Cucci, Mirco Franceschi, Marco Cerlini, Maximilliam Martignoni, Mara Guidetti, Barbara Arpellino, Vincenzo Massimi, Antonietta Mammi.

Nel frattempo anche il Cral, il circolo ricreativo e sportivo dilettantistico aziendale dei lavoratori del Comune e della Provincia di Reggio Emilia ha donato all’ospedale cittadino 10.000 euro. Negli ospedali della provincia non si ferma poi il via vai di furgoni ricolmi di cibo, dolciumi, abbigliamento sanitario e disinfettante, donati da innumerevoli aziende di grandi e piccole dimensioni, privati e associazioni.

“Scalda il cuore – dice il direttore generale dell’Ausl Fausto Nicolini – vedere quanto le imprese del territorio e i cittadini tutti amino la sanita’ pubblica reggiana e cerchino di sostenerla con grandi o piccoli gesti”.

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