Coronavirus, crollo del Pil reggiano nel 2020: – 7,5%

A Reggio Emilia si iniziano a calcolare i danni economici causati dal coronavirus. E se il sindaco Luca Vecchi denuncia minori entrate per il Comune per almeno 10 milioni, la Camera di commercio tratteggia uno scenario fosco per le imprese. Il valore aggiunto provinciale, calcola l'ente, dovrebbe infatti registrare nel 2020 una contrazione del 7,5%, a fronte del dato stimato a gennaio di una lieve crescita dello 0,7%. L'anno prossimo invece e' previsto un rimbalzo positivo del 4%, sufficiente pero' a recuperare solo poco piu' della meta' dei livelli di reddito che si perderanno in questi mesi. "Pur avendo sempre a riferimento primario la salute delle persone- dice quindi il presidente della Camera di commercio Stefano Landi- ci auguriamo che presto si generino condizioni atte alle riaperture dei siti produttivi e che, al contempo, salgano i sostegni a beneficio di tutto il sistema imprenditoriale e si realizzino quelle iniezioni di liquidita' che sono necessarie tanto a resistere quanto a nuovi investimenti". La flessione prevista per il valore aggiunto provinciale interessera' tutti i settori economici. A scontare maggiormente il peso della crisi dovrebbe essere il comparto manifatturiero, con una flessione del 13,2%. Nel 2021 e' poi previsto un incremento del 5,7%, con un recupero parziale della caduta ipotizzata per quest'anno. Anche i servizi(tra cui il commercio) dovrebbero registrare un calo del Pil pari a 4,1%. La ripresa del settore edile ipotizzata a gennaio, si scontra con un calo del pil del 9,4% ed e' rimandata al 2021. La flessione stimata sul fronte dell'occupazione, infine, e' pari all'1%.

REGGIO EMILIA – A Reggio Emilia si iniziano a calcolare i danni economici causati dal coronavirus. E se il sindaco Luca Vecchi denuncia minori entrate per il Comune per almeno 10 milioni, la Camera di commercio tratteggia uno scenario fosco per le imprese. Il valore aggiunto provinciale, calcola l’ente, dovrebbe infatti registrare nel 2020 una contrazione del 7,5%, a fronte del dato stimato a gennaio di una lieve crescita dello 0,7%.

L’anno prossimo invece e’ previsto un rimbalzo positivo del 4%, sufficiente pero’ a recuperare solo poco piu’ della meta’ dei livelli di reddito che si perderanno in questi mesi. “Pur avendo sempre a riferimento primario la salute delle persone – dice quindi il presidente della Camera di commercio Stefano Landi – ci auguriamo che presto si generino condizioni atte alle riaperture dei siti produttivi e che, al contempo, salgano i sostegni a beneficio di tutto il sistema imprenditoriale e si realizzino quelle iniezioni di liquidita’ che sono necessarie tanto a resistere quanto a nuovi investimenti”.

La flessione prevista per il valore aggiunto provinciale interessera’ tutti i settori economici. A scontare maggiormente il peso della crisi dovrebbe essere il comparto manifatturiero, con una flessione del 13,2%. Nel 2021 e’ poi previsto un incremento del 5,7%, con un recupero parziale della caduta ipotizzata per quest’anno. Anche i servizi(tra cui il commercio) dovrebbero registrare un calo del Pil pari a 4,1%. La ripresa del settore edile ipotizzata a gennaio, si scontra con un calo del pil del 9,4% ed e’ rimandata al 2021. La flessione stimata sul fronte dell’occupazione, infine, e’ pari all’1%.