Coronavirus, consegne cibo a domicilio: è tutto a norma?

I ristoratori della nostra provincia si pongono alcune domande. La preparazione del cibo e le consegne vengono fatte in modo sicuro? C'è qualcuno che fa controlli per verificare eventuali violazioni in questo settore?

REGGIO EMILIA – “Abbiamo pensato a fare consegne a casa, ma poi ci siamo resi conto che era difficile farlo in sicurezza e così, per ora, abbiamo deciso per la nostra salute e quella dei nostri clienti, di soprassedere”. A parlare sono alcuni ristoratori della nostra provincia che hanno deciso di affrontare con il nostro giornale il tema spinoso della sicurezza nelle consegne del cibo a domicilio che è l’unica attività permessa oggi nel campo della ristorazione.

E’ giusto consentire a tutta una serie di attività di continuare a lavorare in questo momento difficile, ma se si chiede ai cittadini di utilizzare mille precauzioni e se si sanzionano eventuali atteggiamenti scorretti, è anche giusto richiedere che la consegna a domicilio sia eseguita in modo sicuro e che, pure lì, vi siano controlli delle autorità. Le domande che i ristoratori si fanno non sono peregrine. La preparazione del cibo e le consegne vengono fatte in modo sicuro? C’è qualcuno che fa controlli per verificare eventuali violazioni in questo settore?

Dice un ristoratore: “Facciamo l’esempio della consegna delle pizze. Dovresti lasciarli la pizza lì, mantenendo la distanza di un metro. Il cliente ti paga e magari dovrebbe essere vietato l’uso del contante (ma questo non è previsto dal manuale). Tu prendi i soldi, ma poi dovresti cambiarti i guanti e sanificare le mani prima di andare dal prossimo cliente. Un ragazzo che consegna le pizze lo fa? Hanno tutti i guanti? Ha la mascherina?”.

Ma c’è anche un altro aspetto, ovvero come viene preparato il cibo e le modalità di consegna. Dice un altro ristoratore: “Il decreto dice che devi garantire standard di sicurezza nella cucina che hai sanificato e che tutti gli operatori devono avere guanti e mascherina. Che tutto deve essere sigillato e che il contenitore va sanificato ogni volta. Chi controlla che questo avvenga? Inoltre come viene trasportato il cibo? Il mezzo è sanificato? Lo dico perché ho visto molti fattorini appoggiare il cibo sui sedili posteriori della macchina?”.

Un altro esercente afferma: “Il problema è che qui non ci sono controlli. Come tu controllavi prima della chiusura totale se i ristoratori non facevano mantenere la distanza di sicurezza nel locale e la sanzione era la sospensione della licenza, altrettanto dovresti fare adesso nel settore delle consegne. In Inghilterra, per esempio, le consegne sono vietate e sono concesse solo ed esclusivamente a chi non può fare la spesa perché, magari, è in quarantena”.