Coronavirus, Asp: “Ci sono 19 anziani positivi nelle nostre case di riposo”

Secondo quanto comunica l'azienda ci sono stati 72 decessi nel primo trimestre 2020, con un incremento di 10 unità rispetto ai primi tre mesi dell'anno scorso. Un dipendente è stato contagiato.

REGGIO EMILIA – Diciannove casi di positività fra gli ospiti delle case di riposo gestite da Asp a Reggio Emilia e solo un dipendente contagiato. Per quel che riguarda i decessi, invece, ce ne sono stati 72, nel primo trimestre 2020, con un incremento di 10 unità rispetto ai primi tre mesi dell’anno scorso. E’ quanto comunica Asp Reggio Emilia-Città delle Persone, con una nota per la verità piuttosto burocratica e di difficile lettura, alla richiesta di accesso agli atti pervenuta in Comune dal capogruppo di Alleanza civica, Cinzia Rubertelli.

Asp premette che “i dati relativi alla positività al Covid 19, sia di ospiti che di lavoratori delle strutture gestite dall’Asp, sono dati di natura sanitaria che potranno essere divulgati d’intesa con la autorità sanitaria sulla base di verifiche in corso”.

E aggiunge: “Al 31 marzo i casi di positività accertati tra gli ospiti erano 19 ma siamo in attesa del riscontro di ulteriori esiti di tamponi che sono stati eseguiti anche in via precauzionale in modo massiccio nei giorni scorsi, mentre per i dipendenti in malattia a quella data solo 1 caso aveva comunicato l’avvio di una pratica di infortunio per Covid. Tale numero è quindi destinato ad incrementarsi”.

Continua la nota: “A prescindere dalla causa del decesso, nelle strutture residenziali per anziani di Asp, rispetto a 592 posti letto autorizzati, a cui si aggiungono anche 70 posti utilizzati di casa di riposo, nel primo trimestre 2020 si sono registrati 72 decessi, con un incremento sull’analogo periodo dello scorso anno di 10 unità”.

Continua Asp: “Si precisa che, in caso di sintomatologia compatibile tra gli utenti, si è provveduto, nel caso di necessità, oltre all’attivazione di percorsi terapeutici messi in campo dal personale sanitario, all’invio al pronto soccorso o a proporre il ricovero ospedaliero; ovvero a segnalare eventuali casi sospetti per le indagini e gli esami di competenza al Servizio di Igiene pubblica dell’Ausl”.

In una struttura, in particolare, che Asp non comunica, si legge (ci scusiamo con i lettori per la difficile comprensione del testo, ma è così che ci è giunto, ndr) che “l’eventuale riscontro di casi positivi tra gli ospiti di una struttura o di un nucleo ha comportato l’adozione di ulteriori misure di sicurezza, integrative delle disposizioni generali emanate in data 24/2 – 28/2 – 1/3, 6/3 in applicazione dei Dpcm e ordinanze nazionali, regionali e locali, per attuare la realizzazione di zone protette e di rafforzamento specifico delle misure di protezione individuale e collettiva dal rischio di contagio, in coerenza con le indicazioni delle autorità sanitarie e della Regione Emilia Romagna”.

Continua la nota: “Dell’eventuale presenza di casi di positività sono stati informati con comunicazioni ufficiali i dipendenti della struttura interessata, i Rls, il medico competente, il Rssp ed i familiari degli ospiti della struttura o del nucleo interessate (anche attraverso comunicazioni telefoniche, stante il divieto, per loro, di accesso alle strutture), ferme restando le comunicazioni individuali che sono continuate ad intercorrere tra i medici e personale della struttura con i singoli parenti, per informazioni e aggiornamenti sullo stato di salute dei propri cari per i quali è stato attivato anche un servizio di video chiamate. Con separate comunicazioni sono stati informati dell’esistenza di presenza del virus i fornitori di servizi esterni”.