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Coronavirus, aiuto: ci siamo persi nella giungla dei dati

C'è un grande caos nella comunicazione dei numeri e nelle modalità di raccolta dei dati in questo Paese e anche nella nostra Regione

REGGIO EMILIA – “Grande è la confusione sotto il cielo: la situazione è eccellente”. Purtroppo temiamo che la massima di Mao non calzi alla situazione attuale relativamente alla comunicazione dei dati sul Coronavirus, perché qui la situazione è piuttosto confusa invece. Non vogliamo essere polemici, capiamo che il momento è grave e che dobbiamo essere tutti uniti, ma qualcuno deve pure iniziare a farlo notare. C’è un grande caos nella comunicazione dei numeri e nelle modalità di raccolta dei dati in questo Paese e anche nella nostra Regione.

Iniziamo dalle comunicazioni che arrivano dall’Ausl provinciale e dalla Regione. A noi giungono tutti i giorni due bollettini: uno da Bologna e uno da Reggio. Non è mai capitato una volta che coincidano come numero di decessi e di nuovi casi sul territorio. Ci sono sempre delle differenze. A chi dobbiamo credere? Qual è la fonte ufficiale? Quella che arriva prima, ovvero la Regione o quella che arriva dopo, ovvero l’Ausl provinciale che è sul territorio?

La cosa è anche imbarazzante, perché, dato che parliamo di decessi, di esseri umani, non è molto carino e risulta anche un po’ macabro questo balletto di numeri.

C’è poi un altro problema. Minore, ma comunque rilevante. Ci sono differenze nelle comunicazioni del numero complessivo, aggiornato ogni giorno, di decessi e di casi, suddivisi Comune per Comune, sui vari territori provinciali. Ci sono Ausl che li danno in modo che è possibile sapere quanti decessi complessivi e quanti nuovi casi ci sono sul territorio e Ausl, come la nostra, che subito non hanno fornito questi dati e poi hanno iniziato, solo recentemente, a dare il numero dei nuovi casi, ma non quello complessivo. Sarebbe interessante capire perché prima sì e poi no e, soprattutto perché altri li danno e la nostra Ausl no. Mistero.

C’è poi la questione dei tamponi. Pare di capire che, nelle Regioni e probabilmente anche nei Comuni ognuno abbia della modalità diverse di raccolta. C’è chi li fa più mirati e chi meno. Chi ne fa a tappeto e chi no. Facciamo un esempio. Due giorni fa l’Ausl ci comunica che il numero di tamponi effettuati è 500 e che, a fronte di questi, sono stati registrati 247 casi positivi. Un’enormità. Poi il sindaco Luca Vecchi ci ha chiamati e ha precisato che è solo perché è cambiata la modalità di rilevamento dei tamponi ed è perché si vanno a cercare meglio quelli che possono essere i contagiati, trovandone così di più. Il giorno dopo, ovvero ieri, il dato dei tamponi reggiani non viene più dato. Perché? Mistero.

Ripetiamo. Non vogliamo essere polemici, ma così i lettori si disorientano. Bisognerebbe che un ente solo, scegliete voi se Regione o Ausl, provinciale desse i dati. Sarebbe bene che fossero completi, Comune per Comune (e non che ogni Ausl provinciale fa per conto suo) e sarebbe meglio (ma qui capiamo che è già più difficile) che ci fosse un coordinamento nazionale, con modalità uniche nel rilevamento dei tamponi. I giornalisti e anche i lettori, ne siamo sicuri, ve ne sarebbero grati.

Paolo Pergolizzi