Quantcast

Le rubriche di Reggiosera.it - Italia e mondo

Conte al Consiglio europeo: “Servono 1.500 miliardi, prestiti siano a fondo perduto”

Il premier italiano ai leader Ue: "L'emergenza coronavirus è anche emergenza politica". Lagarde: "Il Pil dell'Eurozona rischia una contrazione del 15%"

REGGIO EMILIA – Il premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende, nel corso del Consiglio europeo ha chiesto una modifica alle conclusioni della riunione sul Recovery Fund. Modifica che, secondo le stesse fonti, è stata inserita e inquadrerebbe il piano per la ripresa Ue come strumento “necessario e urgente”.

“L’ammontare del Recovery Fund dovrebbe essere pari a 1.500 miliardi e dovrebbe garantire trasferimenti a fondo perduto ai Paesi membri. I trasferimenti a fondo perduto sono essenziali per preservare i mercati nazionali, parità di condizioni, e per assicurare una risposta simmetrica a uno shock simmetrico”. Lo ha detto, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte nel corso del Consiglio europeo.

“Dovremmo dare chiaro mandato alla Commissione europea – ha proseguito Conte – di preparare il più presto possibile una concreta proposta per il Recovery Fund, fornendo un ‘ponte’ per anticipare le risorse quest’anno”.

“L’emergenza sanitaria è diventata molto presto emergenza economica e sociale. Ma noi ora stiamo affrontando anche un’emergenza politica. Dovremmo rivedere il concetto di altruismo non solo nel senso di altruismo ma anche nel senso di un concetto meno romantico, quello della ‘comunità di interessi’: noi stiamo lavorando per preservare il mercato interno e in questa prospettiva non ci sono differenze tra Nord e Sud dell’Europa”.

“Abbiamo parlato in modo aperto e in spirito di collaborazione”. Lo ha detto Angela Merkel dopo il consiglio europeo in videoconferenza. “Non su tutto siamo della stessa opinione”, ha aggiunto. “L’atmosfera è stata molto positiva” ha aggiunto la Merkel rispondendo alla domanda se al Consiglio europeo vi sia stato uno scontro Nord contro Sud. La cancelliera ha sottolineato che ci si è confrontati “nella consapevolezza di dover trovare strade comuni”.

“È stata una conversazione molto amichevole. Non lavorerei con concetti così marziali”, ha concluso. La Merkel ha “rappresentato” la sua “opinione” sui titoli di debito comune negli stessi termini in cui lo aveva fatto stamani al Bundestag. È quello che la cancelliera ha detto rispondendo a una domanda dopo la videoconferenza con i partner europei.

“Questo è il momento dell’unità. Il mercato europeo è unico, se non ripartiremo insieme nessuno potrà pensare di rilanciare economie profondamente interconnesse e fortemente interdipendenti tra di loro”. Così il presidente del parlamento Ue David Sassoli intervenendo al Consiglio europeo. “Non tutti gli Stati europei sono stati colpiti alla stessa maniera dall’epidemia, alcuni hanno pagato un prezzo molto alto in termini di vite umane. È il momento di andare oltre la logica di ognun per sé e rimettere al centro la solidarietà che sta al cuore del progetto europeo”.

“L’idea di un fondo dedicato per la ripresa è un’ipotesi sulla quale siamo pronti a lavorare purché sussistano condizioni che il Parlamento considera imprescindibili”, ha aggiunto. “Innanzitutto l’ancoraggio di questo fondo al QFP (bilancio pluriennale europeo) è la condizione necessaria per una risposta comunitaria e di lungo respiro a questa crisi. Per noi, la soluzione dovrà essere comunitaria”.

“Le istituzioni dell’Ue hanno già costruito una rete di sicurezza per fornire la liquidità necessaria per fronteggiare la crisi nell’immediato con il Mes per le necessità sanitarie, con il meccanismo Sure, per far fronte alla disoccupazione e con la Bei che darà ossigeno alle Pmi. Tutto questo è fondamentale come intervento d’urgenza ma sappiamo benissimo che la sfida vera che abbiamo davanti e che oggi sta sulle vostre spalle è pensare all’uscita dalla crisi e alla ripresa”, ha sottolineato Sassoli nel suo intervento.