Buoni spesa comunali, i richiedenti sono cassintegrati e partite Iva

Sono in tutto 5.900 le richieste valide di buoni spesa presentate da famiglie e cittadini in difficolta' economica: l'80 per cento sono nuovi utenti

REGGIO EMILIA – Sono in tutto 5.900 le richieste valide di buoni spesa presentate da famiglie e cittadini in difficolta’ economica, ricevute dal Comune di Reggio Emilia entro il termine ultimo di presentazione delle domande scaduto mercoledi’ scorso. Le risorse stanziate ammontano complessivamente a circa 960.000 euro, di cui 908.000 sono stati stanziati dalla Regione e i restanti oltre 50.000 euro coperti con fondi dell’amministrazione comunale.

“Abbiamo deciso di integrare la cifra corrisposta dal governo – afferma il sindaco Luca Vecchi – per aiutare le famiglie in difficolta’. Quando ci siamo resi conto che i 908.000 euro stanziati da Roma non erano sufficienti ci siamo confrontati all’interno della Giunta e abbiamo ritenuto doveroso riuscire a mettere a disposizione le risorse necessarie per venire incontro alle esigenze di chi e’ stato particolarmente colpito dall’emergenza Coronavirus”.

Da alcune settimane, ricorda poi il sindaco, “e’ attivo il Fondo di Mutuo Soccorso del Comune di Reggio Emilia proprio perche’, a fianco di un potenziamento doveroso della sanita’ pubblica, tutti i Comuni italiani dovranno fare fronte nei prossimi mesi e anni a nuove esigenze che hanno a che vedere prioritariamente con quattro categorie di interventi: aiuto alle famiglie in difficolta’ per la spesa alimentare, sostegno al sistema scolastico, drammatica perdita di introiti per tutto il mondo della cultura e nuove esigenze del welfare in particolare per quanto riguarda l’assistenza agli anziani”.

Per quanto riguarda le domande ricevute e’ emerso che il 26% dei richiedenti e’ costituito da nuclei mono famigliari, il 20% circa sono nuclei di tre o quattro componenti e un ulteriore 16% sono famiglie con 5 o piu’ persone. Nel 35% dei casi si tratta di lavoratori che in queste settimane hanno subito perdita o azzeramento del reddito a causa dello stato di emergenza.

Il 38% e’ rappresentato da cassaintegrati che non hanno ancora percepito indennita’ e circa il 26% e’ costituito dal mondo delle partite Iva bloccate dal decreto ministeriale. Quasi l’80% delle famiglie che hanno fatto richiesta dei buoni spesa non godono di altri contributi e sono quindi classificate come “nuovi” utenti, non conosciuti e non in carico ai servizi sociali comunali. Per gestire tutte le richieste il Comune ha raddoppiato da 6 a 12 unita’ il personale dedicato. All’indirizzo www.comune.re.it/buonospesacoronavirus e’ disponibile l’elenco dei negozi dove spendere i buoni alimentari.