Tassa di soggiorno e aumento addizionale Irpef, il sindaco esclude una retromarcia

Il primo cittadino a Buongiorno Reggio: "Nella situazione attuale, il dibattito delle settimane scorse è superato”. Si rischia la proroga dell'approvazione dei bilanci in tutti i Comuni della provincia

REGGIO EMILIA – Il consiglio comunale ieri non si è riunito (l’ultima seduta è stata quella del 9 marzo) e ora, per approvare il bilancio del Comune, si sta cercando di capire come fare. Una strada potrebbe essere quella dell’esercizio provvisorio, oppure si potrebbe pensare, ma è più difficile da realizzare tecnicamente, di fare la seduta in streaming.

Le conferenze dei capigruppo si fanno già in videoconferenza, ma la realizzazione di un consiglio comunale con questa modalità presenta indubbiamente difficoltà maggiori. Sicuramente andranno in esercizio provvisorio i Comuni della nostra provincia che non hanno la possibilità di realizzare consigli comunali in streaming.

Ricordiamo che l’approvazione del bilancio comunale di Reggio doveva avvenire il 30-31 marzo, ma che, vista la situazione eccezionale dovuta all’emergenza coronavirus, è stata prorogata fino al 30 aprile.

Le minoranze hanno chiesto di rinviare le sedute del Consiglio comunale del 30 e 31 marzo, dedicate all’approvazione del bilancio e hanno fatto presente che, in questo scenario, introdurre, come previsto, una tassa di soggiorno e una addizionale Irpef maggiorata, non sarebbe certo una buona idea. Perplessità, su questo tema, sono state sollevate anche da alcuni consiglieri della maggioranza.

Una possibilità che, stamattina, il sindaco ha escluso nella trasmissione Buongiorno Reggio su Telereggio. Ha detto il primo cittadino: “Avremo, alla fine di questa partita, un calo delle entrate di alcuni milioni di euro sul sistema dei servizi. Basti pensare che stiamo restituendo alle famiglie centinaia di migliaia di euro di rette, perché le scuole dell’infanzia sono chiuse. Il sistema culturale rischia di precipitare perché gli incassi sono azzerati”.

Per questo motivo il primo cittadino esclude una retromarcia sull’aumento dell’addizionale comunale Irpef per la fascia di reddito da 15 a 28mila euro. Ha detto Vecchi: “In questo momento, non abbiamo minimamente messo nel conto questa valutazione. E’ una manovra del tutto marginale, quasi irrilevante. Nella situazione attuale, il dibattito delle settimane scorse è superato”.