Stangata Irpef anche a S. Ilario, i sindacati non ci stanno

Le critiche di Cgil, Cisl e Uil: "Progressività solo di facciata a svantaggio dei più poveri"

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S. ILARIO (Reggio Emilia) – Un altro Comune in provincia di Reggio Emilia aumenta l’addizionale Irpef nel prossimo bilancio. Dopo il capoluogo, Scandiano e Brescello entra nella lista anche Sant’Ilario.

Lo denunciano Cgil, Cisl e Uil che, anche in questo caso, esprimono “netto dissenso”, sull’operazione e le modalita’. Il Comune, spiegano infatti i sindacati, “prevede di superare l’aliquota uguale per tutti, attualmente in vigore, ma non lo fa per introdurre un giusto criterio di progressivita’, che favorisca le persone a basso reddito e incida maggiormente sulle fasce di reddito piu’ alte, bensi’ per aumentare la tassa in modo consistente e pressoche’ indifferenziato”.

Nello specifico dall’aliquota unica attuale allo 0,5% si passerebbe infatti ad un sistema di cinque scaglioni, con altrettante aliquote che andranno dallo 0,73% allo 0.80% con un aumento per lo scaglione piu’ basso dello 0, 23%. “La progressivita’ cosi’ introdotta e’ puramente di facciata – sottolineano Cgil Cisl Uil – considerate le differenze davvero minime tra uno scaglione e l’altro. Unico dato positivo, anche se limitato, l’estensione della fascia di esenzione, che si prevede passi da 11.000 euro a 12.000 euro”.

Il Comune otterrebbe un incremento del gettito di circa 350.000 euro, necessario per il mantenimento dei servizi. Ma su questo “solleciteremo l’amministrazione comunale ad incontrarci – ad oggi non c’e’ stato nessun infatti alcun confronto – per chiedere come parti sociali di rivedere le modalita’ di incremento delle entrate nel rispetto di criteri piu’ equi e progressivi”. Pur condividendo l’obiettivo di mantenere e sviluppare servizi di qualita’ per i cittadini, concludono i sindacati, “riteniamo che a questo sforzo debbano concorrere anche i patrimoni immobiliari e le attivita’ produttive”.

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