Dalla sigaretta elettronica alla realtà virtuale: la tecnologia contro il vizio del fumo

REGGIO EMILIA – Ogni anno il fumatore medio si ripromette di smettere con le sigarette, così da poter abbracciare uno stile di vita finalmente più sano e virtuoso. Purtroppo, però, fra il dire e il fare c’è come sempre di mezzo il mare. Stando ad alcune ricerche, infatti, soltanto l’1% dei fumatori riesce a smettere usando un metodo tradizionale. Eppure esistono delle nuove strade che un tabagista animato di buone intenzioni può seguire, e che secondo alcuni studi potrebbero rivelarsi più efficaci dei rimedi tradizionali. Si fa ovviamente riferimento ad alcune opzioni di ultima generazione, che ovviamente hanno a che fare con le ultime novità tecnologiche, come il vaping o la realtà virtuale.

Le sigarette elettroniche
Da anni le sigarette elettroniche hanno iniziato a diffondersi in modo massiccio in Italia, e di riflesso hanno destato anche la curiosità della comunità scientifica. Ci sono infatti degli studi che confermano la loro efficacia, come quello condotto dalla Medical University of South Carolina, che è giunta a questo risultato: chi fuma le e-cig tende prima a diminuire le sigarette normali, e poi a interrompere del tutto il vizio. Inoltre, per andare incontro ai consumatori, le aziende specializzate mettono a disposizione sia diversi liquidi per sigarette elettroniche, sia varie gradazioni di nicotina. In sintesi, un fumatore può cominciare con un’essenza con percentuale alta di nicotina, abbassandola gradualmente, fino ad azzerarla completamente. L’efficacia di questi dispositivi, non a caso, dipende anche dalla possibilità di personalizzazione dell’esperienza. Il motivo si ritrova nel fatto che, abbassando le percentuali di nicotina, è possibile combattere in prima istanza l’astinenza, e in secondo luogo la dipendenza, agendo sul breve e sul lungo periodo.

La realtà virtuale
Può la realtà virtuale diventare un incentivo per smettere di fumare? Secondo una recente ricerca svolta dall’Università di Catania, la risposta è positiva. In sintesi, è possibile sfruttare l’apprezzamento dei giovani nei confronti di soluzioni tecnologiche come la virtual reality, per introdurli in un percorso di guarigione dalla dipendenza delle sigarette. L’esperimento ha coinvolto un totale di 40 fumatori compresi fra i 20 e i 30 anni, sottoponendoli a diversi stimoli audiovisivi: le immagini dissuadenti dei pacchetti di sigarette, un filmato contro il fumo e un’esperienza con la realtà virtuale. Alla fine di questo esperimento, la virtual reality si è dimostrata la soluzione con l’impatto più elevato a livello psicologico.

È facile immaginare perché: la VR consente infatti di sentirsi parte di un mondo, avvertendo una presenza sensoriale, che rende decisamente più efficace il metodo di persuasione. Di conseguenza, la realtà virtuale può diventare un altro alleato tecnologico utile per dire stop alle sigarette tradizionali, come confermato anche dagli esperti del settore e dall’esperimento in questione.