Coronavirus, Villa Verde mette a disposizione 60 posti letto

L'Ausl: "Stop a prestazioni programmabili e non urgenti"

REGGIO EMILIA – Per far fronte alle emergenze dettate dalla diffusione di Covid-19, la Casa di Cura reggiana Villa Verde ha messo a disposizione dell’Arcispedale Santa Maria Nuova la propria struttura e il proprio personale per il trasferimento di una trentina di pazienti dal reparto di Medicina del Santa Maria Nuova.

Villa Verde, inoltre, metterà a disposizione ulteriori trenta posti letto del proprio reparto chirurgico con la chiusura immediata delle nuove sale operatorie, di cui si valuterà la riapertura nel caso in cui le equipe di chirurghi dell’Arcispedale reggiano dovessero richiederne l’utilizzo.

L’utilizzo di questi sessanta posti letto, coordinati dal dottor Luciano Masini, consentirà ad Ausl di attrezzare all’interno del principale ospedale cittadino un equivalente numero di posti letto da dedicare a pazienti positivi al Covid-19.

Le direzioni delle strutture stanno lavorando per definire il piano dei trasferimenti e dei ricoveri, al fine di garantire la qualità delle prestazioni e dei servizi e tutelare la salute e la sicurezza dei pazienti, del personale medico, paramedico e infermieristico.

“In questo momento di generale difficoltà, Villa Verde è pronta a fare la propria parte, mettendosi a completa disposizione del Servizio sanitario nazionale per garantire tutti i servizi necessari ad affrontare questa pandemia che si potrà vincere soltanto con la collaborazione e l’impegno di tutti” ha commentato il direttore generale di Villa Verde, Fabrizio Pulcinelli.

L’Ausl: “Stop a prestazioni programmabili e non urgenti”
La direzione dell’Azienda USL di Reggio Emilia, informa che, in base al Decreto del Presidente della Giunta Regionale, avente ad oggetto “Ulteriore ordinanza ai sensi dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione della sindrome da Covid 19, dal 15 marzo al 25 marzo 2020 è sospesa qualunque erogazione di prestazioni programmabili e non urgenti da parte delle strutture del sistema sanitario privato, accreditato e non. Viene salvaguardata la continuità terapeutica e diagnostica post intervento chirurgico (ad esempio, cataratte e protesi ortopediche).