Coronavirus, Unindustria: “Primi problemi su merci”

Gli imprenditori chiedono anche di poter posticipare il pagamento dei tributi come Imu e Tari

REGGIO EMILIA – Monta la preoccupazione delle imprese di Reggio Emilia, che iniziano ad avvertire “problematiche serie” per gli spostamenti di merci e persone da e per le aree soggette a restrizione. E che stanno attivando per i dipendenti le clausole contrattuali legate a cause di forza maggiore, nel timore che il calo della capacita’ produttiva non permetta di evadere in tempo gli ordini.

Lo evidenzia Unindustria sulla base dei dati raccolti all’help desk istituito lo scorso 7 febbraio per supportare le aziende associate nella gestione dell’emergenza Coronavirus. Gli imprenditori chiedono anche di poter posticipare il pagamento dei tributi come Imu e Tari e precisazioni sui provvedimenti del Governo, nello specifico sugli spostamenti per “comprovate esigenze lavorative”, sulla differenza tra telelavoro e smart working e sulla documentazione a supporto del trasporto delle merci.

In dettaglio delle 150 aziende che si sono rivolte allo sportello dell’associazione di categoria, 80 sono del comparto metalmeccanico, punta di diamante dell’economia reggiana. Le consulenze prestate sono state 252 di cui 92 hanno riguardato chiarimenti sui provvedimenti di Governo e Regione, 31 sullo smart work, mentre in 28 hanno chiesto delucidazioni sulla “sospensione dell’attivita’” e 13 sul trattamento dei lavoratori rientrati dalle zone rosse o bloccati in tali aree.

Intanto, in un video realizzato ieri in collaborazione con l’Ausl, la stessa Unindustria ha precisato che non c’e’ nessun blocco alle attivita’ lavorative e al trasporto merci nella provincia, ma – raccomanda l’Azienda sanitaria – anche le aziende “devono ripensare spazi e modalita’ del lavoro” per prevenire il contagio.