Coronavirus, “spesa solo con mascherina”: polemica a Casalgrande

Il sindaco Daviddi: "Solo consigli. Decidano i gestori, ma bene chi lo fa"

CASALGRANDE (Reggio Emilia) – A Casalgrande fanno discutere i manifesti affissi dal Comune davanti ai negozi di alimentari, che elencano alcune misure precauzionali da adottare durante la spesa. In cima all’elenco c’e’ infatti anche quella di “dotarsi di mascherina prima di entrare nel negozio”, prescrizione finita al centro delle polemiche perche’, data la scarsa reperibilita’ dei dispositivi sanitari, non tutti i cittadini ne hanno una. Il sindaco Giuseppe Daviddi ritorna cosi’, in un lungo post su Facebook, sulla questione, precisando che si tratta di “raccomandazioni”, che ogni titolare degli esercizi commerciali potra’ far rispettare o meno. Ma esprimendo anche da subito “comprensione” per gli esercenti che applicheranno i suggerimenti del Comune.

Daviddi parte dalla situazione epidemiologica del Comune dove nella sola giornata di ieri tre anziani sono deceduti, 35 persone sono in quarantena (“E la progressione e’ esponenziale”) e “ci e’ stato chiesto di riaprire le cappelle dei cimiteri per stoccare le bare perche’ c’e’ la fila”. Una situazione complessa, prosegue il primo cittadino, “a cui si aggiunge l’ulteriore difficolta’ di aggiornare continuamente il quadro degli obblighi a seguito di una raffica di decreti presidenziali, ministeriali, regionali, e alle relative circolari”. In questo quadro, viene sottolineato, “abbiamo deciso che il principio che ci guida deve essere quello della massima precauzione”.

La “piu’ grande preoccupazione infatti – prosegue il sindaco – e’ l’aggravarsi continuo del quadro complessivo. Sono giorni che lanciamo numerosi appelli, invitando tutti a non uscire di casa, a non assembrarsi, segnalando la necessita’ di dotarsi di protezioni individuali (anche autoprodotte). Molti hanno seguito e ascoltato queste raccomandazioni, ma molti le hanno ignorate”.

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Per quanto riguarda le mascherine, specifica Daviddi, “quanto riportato nel vademecum non e’ una ordinanza, ma una indicazione che come sindaco ho sentito il dovere di fare: a voi tutti la scelta di rispettarla o ignorarla”. Tuttavia “come sindaco di questa comunita’ ho il dovere civile e la volonta’ morale di cercare di tutelare il piu’ possibile tutti i cittadini compreso i lavoratori che, con grande sacrificio, operano nelle attivita’ di alimentari del nostro territorio”.

Con “un po’ di collaborazione (in luogo delle polemiche) e’ possibile dotarsi di protezioni anche autoprodotte. Anche un semplice fazzoletto di stoffa con un elastico e’ meglio che andare a fare la spesa senza protezione alcuna e per fare questo basta solo un po’ di buona volonta’”, viene evidenziato. Cio’ premesso, “ogni titolare del negozio puo’, nell’ambito della propria gestione, decidere di fare proprie le raccomandazioni ed adottarle o permettere comunque l’accesso anche senza dotazione di protezione al viso”.

Ma “hanno tutta la mia comprensione coloro che decideranno di ascoltare questi consigli scegliendo di rendere il loro negozio un luogo piu’ sicuro per i clienti e gli operatori: su questo voglio sappiano che sono al loro fianco nonostante le polemiche e lamentele che potranno esserci”. Conclude infatti Daviddi: “Non mi interessa il consenso o il plauso, mi interessa tutelare la salute dei miei cittadini”.