Coronavirus, Favalli: “Io, contagiato, vi dico: state in casa”

Il calciatore della Reggiana è uno dei primi ad essere positivo in Italia: "Campionato, giusto fermarsi. E' un virus che si può prendere ovunque e i campi da calcio non sono esclusi"

REGGIO EMILIA – “Ci si rende conto della gravità della vicenda solo quando ti accade. Spero che la gente capisca che è importante stare in casa, se non è necessario uscire, perché, anche se non si hanno sintomi, si può portare questo virus ad altre persone che, magari, sono più deboli”. Alessandro Favalli, 28 anni, difensore della Reggiana, è uno fra i primi calciatori professionisti, dopo i casi della Pianese, ad essere rimasto contagiato dal Coronavirus.

Favalli, come sta innanzitutto?
Sto bene. Un po’ di raffreddore, ma la febbre, da qualche giorno, è passata.

Dove ha preso il contagio?
Penso di averlo contratto, a livello familiare, a Cremona. Ci vado una volta a settimana. Giovedì 27 febbraio sono andato a cena là, con i miei genitori, fratelli e parenti. Probabilmente è stato un contagio di famiglia, perché siamo risultati tutti postivi. I primi sintomi li ho avuti quattro giorni dopo.

Ce li descriva
Mi sono svegliato lunedì 2 marzo con la febbre a 37.5 e poi avevo mal di testa, bruciore agli occhi e un gran raffreddore. All’inizio ho pensato a un’influenza, ma ho sentito i miei familari e mi hanno detto che avevano avuto anche loro gli stessi sintomi. Allora ho chiamato il medico della Reggiana e abbiamo valutato di stare in casa in attesa degli sviluppi.

E poi?
Dopo si sono accertati delle mie condizioni e mi hanno fatto un tampone venerdì 6 marzo. Il risultato lo ha avuto domenica 8. Per fortuna la febbre mi è passata in quattro giorni. Mi sono curato con le medicine che si usano per l’influenza: tachipirina eccetera.

Sono sintomi banali. Potrebbero averlo avuto in tanti questo contagio non crede?
Eh, sì. Chissà in quanti lo hanno avuto e lo hanno passato senza accorgesene, perché, nel mio caso, è stata proprio una febbriciattola.

Cosa fa tutto il giorno in casa?
Guardo la tv, leggo e studio. Sono iscritto all’università telematica e frequento scienze motorie.

Ora i campionati si sono fermati, ma che effetto le ha fatto vedere le partite a porte chiuse?
Bisogna fermarsi. Ci dispiace, ma è giusto così, perché questo è un virus che si può prendere da qualsiasi parte e i campi da calcio non sono esclusi. Poi è brutto vedere le partite senza gente. Il calcio così perde fascino.

Quanto potrà uscire dall’isolamento?
Devo attendere l’esito di un altro tampone. Mi faranno sapere quando dovrò farlo.