Coronavirus, cassaintegrazione: in arrivo 38 milioni dalla Regione

Un "primo importante segnale" lo definisce il presidente Stefano Bonaccini in una nota, "cui ne seguiranno altri, per dare risposte veloci in un momento come quello che stiamo attraversando"

REGGIO EMILIA – L’accordo sulla cassa integrazione firmato ieri in Regione come prima risposta alla crisi innescata dal coronavirus in Emilia-Romagna vale 38 milioni di euro. Un “primo importante segnale” lo definisce il presidente Stefano Bonaccini in una nota, “cui ne seguiranno altri, per dare risposte veloci in un momento come quello che stiamo attraversando”.

Nei prossimi giorni, conferma, “prenderemo misure sia sul versante delle famiglie che per lavoro e investimenti, oltre ad accelerare i pagamenti”. “Siamo la prima Regione a siglare un accordo di questo genere per la tutela dei lavoratori e dei datori di lavoro che dovranno subire gli effetti negativi di questo periodo di emergenza sanitaria”, sottolinea invece l’assessore allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla-. La firma con le organizzazioni sindacali ed economiche, avvenuta dopo il confronto di ieri in videoconferenza con il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, dimostra ancora una volta la capacita’ di fare squadra di questa regione, anche e soprattutto nei momenti di difficolta’”.

Per l’Alleanza delle cooperative dell’Emilia-Romagna “si tratta di un primo intervento, in attesa di quelli in elaborazione presso il Governo, per garantire la copertura salariale a chi lavora nelle cooperative danneggiate dall’emergenza coronavirus”.

Di un “importantissimo segnale di attenzione verso le imprese della nostra regione, in grandi difficolta’ per la situazione di crisi” parla Confesercenti, altra associazione firmataria dell’accordo. “Ora e’ indispensabile – continua la nota diffusa dall’associazione – che venga emanata al piu’ presto la norma nazionale che possa consentire l’uso concreto delle risorse e chiarisca i punti ancora da definire dell’accordo, in particolare sul fis (Fondo Integrativo Salariale) che ad oggi risulta particolarmente complicato da utilizzare”.

Ma soprattutto l’associazione dei commercianti esprime la “necessita’ che si arrivi a forme semplificate di accordo sindacale (requisito indispensabile per accedere agli ammortizzatori) cercando, ad esempio, per le imprese piu’ piccole, con meno dipendenti, di individuare la possibilita’ di siglare accordi territoriali e/o settoriali anziche’ individuali”.