Coronavirus, al via studio su riduzione smog in pianura padana

Le due regioni valutano effetti restrizioni su inquinamento. Legame smog-coronavirus: "Ipotesi non verificata"

REGGIO EMILIA – Un’indagine ad hoc per capire se davvero le misure restrittive imposte per fermare il covid-19 hanno ridotto anche l’inquinamento sulla Pianura padana. A mettersi all’opera sono le Regioni Lombardia ed Emilia-Romagna, che a questo scopo, attraverso i rispettivi servizi regionali ambiente e sanita’ e le agenzie ambientali, hanno dato il via a “specifiche iniziative volte a indagare in modo approfondito le relazioni tra inquinamento atmosferico, condizioni meteorologiche e misure di limitazione”.

Saranno utilizzate “tutte le strutture messe a punto a livello interregionale da specifici progetti di cooperazione”, come il progetto Prepair contro lo smog nel bacino padano. Saranno inoltre “approfondite le indagini epidemiologiche basate su dati sufficientemente estesi e completi e gli studi dei meccanismi di interazione che consentano di trarre conclusioni basate su solidi dati scientifici”. Le due Regioni, del resto, sottolineano che le misure restrittive adottate per contenere il contagio da coronavirus in queste settimane “hanno avuto anche effetti di contenimento delle principali sorgenti di inquinamento atmosferico”, dal traffico alle industrie. Un rapporto di causa-effetto su cui ora si cercheranno anche prove scientifiche comprovate e definitive.

Legame smog-coronavirus, Emilia-Romagna e Lombardia: “Ipotesi non verificata”
Emilia-Romagna e Lombardia, intanto, respingono la tesi di una correlazione diretta tra inquinamento e diffusione del coronavirus. “E’ un’ipotesi non verificata”, afferma con nettezza Irene Priolo, assessore all’Ambiente della Regione Emilia-Romagna, che insieme al suo omologo lombardo Raffaele Cattaneo, e in accordo con le rispettive Agenzie regionali per l’ambiente, invita la comunita’ scientifica “ad agire con la massima responsabilita’ nel diffondere risultati ancora ipotetici e che non siano stati condivisi”.

Nei giorni scorsi, un gruppo di ricercatori della Societa’ italiana di medicina ambientale (Sima) ha pubblicato uno studio che teorizza un legame tra smog e covid-19. Una tesi che ha creato subito dibattito tra gli stessi scienziati, tanto che ieri e’ stato diffuso un documento approvato dalla Societa’ italiana di aerosol (che raduna gli esperti di particolato atmosferico) e firmato da 70 studiosi di numerosi enti di ricerca e Atenei italiani e stranieri, nel quale si valuta invece come “parziale e prematura” l’affermazione che esista un rapporto diretto tra inquinamento e coronavirus.

Proprio in virtu’ di questo documento, Emilia-Romagna e Lombardia prendono posizione. “Al momento non esistono studi approvati e condivisi dalla comunita’ scientifica in grado di dimostrare una maggiore diffusione del coronavirus nelle aree dove c’e’ piu’ inquinamento da particolato atmosferico- sottolinea dunque Priolo- sarebbe bene, quindi, in un momento di difficolta’ come quello che stiamo attraversando, evitare di diffondere informazioni non sufficientemente verificate. E’ anzi proprio in questi momenti che occorre dare ai cittadini informazioni basate su ricerche accurate e approfondite, per coinvolgerli in modo consapevole e utile”.

Dunque, afferma l’assessore emiliano-romagnola, “insieme al collega della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo e in accordo con le Agenzie regionali per la prevenzione e l’ambiente, invitiamo la comunita’ scientifica ad agire con la massima responsabilita’ nel diffondere risultati ancora ipotetici e che non siano stati condivisi”.