Coronavirus, agenti in borghese contro “i furbetti” dei divieti: fioccano le denunce

Controllano che le dichiarazioni di chi viene fermato corrispondano al vero. Nei guai anche quattro giovani tunisini che fumavano marijuana al Campo di Marte

REGGIO EMILIA – Nella lotta contro le inosservanze del decreto della presidenza del Consiglio dei ministri sugli spostamenti illegali, scendono in campo anche gli agenti in borghese. La loro attività, infatti, consente di monitorare, riservatamente, i comportamenti delle persone per verificare se le loro dichiarazioni corrispondano al vero o meno.

Ieri, per esempio, gli agenti della squadra mobile hanno seguito alcune auto che poco prima erano state fermate a un posto di controllo. Per due automobilisti non ci sono stati problemi, dato che entrambi sono effettivamente andati dove avevano indicato ai poliziotti, ma, per il terzo, è scattata la denuncia perché aveva indicato come meta un supermercato nelle vicinanze dove doveva andare a fare la spesa. Purtroppo per lui la pattuglia in borghese ha verificato che, invece, aveva sorpassato il supermercato ed era andato fuori città in direzione Modena.

Gli agenti sotto copertura sono poi andati anche in alcune aree verdi registrando comportamenti illegali, come prolungati assembramenti di gruppi di persone. Le scuse adottate dalle persone che sono poi state identificate (“ero appena arrivato”, “stavo passando per andare al supermercato”), alla luce della verifica precedente degli agenti in borghese, si sono rivelate inutili. Anche in questo caso sono partite le denunce.

Sempre la Polizia ha sorpreso ieri al Campo di Marte un gruppo di quattro giovani tunisini – tra i 17 e i 23 anni – che ha attirato l’attenzione degli agenti anche per il forte odore di marijuana presente. Sotto i piedi dei ragazzi c’era un involucro in plastica di colore giallo e quattro bustine in cellophane trasparente con dentro quasi 20 grammi di marijuana. Alla luce dei fatti i quattro sono stati tutti denunciati e lo stupefacente sequestrato.