Violenza contro la ex fidanzata, giovane condannato

Il difensore dell’imputato, l’avvocato Bucchi, ha concordato il patteggiamento, con il pubblico ministero Salvi, proponendo una pena di un anno e otto mesi, accettata dal giudice

REGGIO EMILIA – E’ stato condannato a un anno e otto mesi, più il risarcimento delle spese legali, un giovane reggiano che, nella primavera del 2018, aveva tentato di violentare la sua ex fidanzata, all’epoca 24enne, chiudendola in casa e costringendola a subire pesantissime umiliazioni psicologiche, nonché percosse, ripetute in una tragica notte.

Lo ha deciso questa mattina il giudice Ramponi. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Bucchi, ha concordato il patteggiamento con il pubblico ministero Salvi, proponendo una pena, appunto di un anno e otto mesi, accettata dal giudice. Due le parti civili presenti in aula, la giovane vittima e La Caramella Buona Onlus col presidente Roberto Mirabile, entrambe le parti rappresentate dal legale dell’associazione Mariella Bonghi del Foro di Modena.

Il fatto avviene una notte, quando la ragazza, che si era riappacificata amichevolmente col suo ex, che non dimostrava alcun segno di alterazione, accetta, ignara delle vere intenzioni, l’invito dell’uomo, per un innocuo aperitivo. Bisognosa del bagno, il giovane l’accompagna nella propria abitazione e solo a questo punto, dalle testimonianze raccolte dai carabinieri, nell’uomo scatta qualcosa di inspiegabilmente violento: prende a calci l’indifesa giovane donna, la picchia, le urla parole irripetibili e, non contento, tenta di stuprarla sfilandole pantaloni e slip.

I calci della vittima fanno desistere l’aggressore, che si addormenta, nascondendo le chiavi di casa. Solo al mattino la ragazza, terrorizzata, viene accompagnata a casa propria, dove ad attenderla ci sono, oltre ai genitori in ansia, anche i carabinieri, allertati da una telefonata al 112 che, nella notte e prima che le venisse sequestrato il cellulare, la donna stessa era riuscita a fare, senza però poter dire esattamente dove si trovasse.

“Una terribile esperienza – dichiara il presidente della Caramella Buona Roberto Mirabile – tanto che ancora oggi questa ragazza ha attacchi di panico ed ha paura di dormire fuori casa. Abbiamo ottenuto giustizia, ma non ci abitueremo mai nell’affrontare questi casi crescenti di violenze sulle donne e sui minori”.