Atti persecutori alla ex: denuncia e divieto di avvicinamento

Ex marito violento colpito da provvedimento cautelare emesso del Tribunale

MONTECCHIO – Non ha accettato la fine del matrimonio e  ha commesso gravi reati consistenti in atteggiamenti persecutori, continui messaggi, telefonate anche all’attuale compagno della ex moglie, pedinamenti e appostamenti sotto casa. La vittima è una 49enne abitante in Val d’Enza. Lo stalker è un operaio 54enne italiano residente nella bassa reggiana, già recidivo per condotte persecutorie nei confronti della ex e condannato in maniera definitiva il 3 gennaio. Ora, dopo un ulteriore mese di condotte ossessive, è stato denunciato dai carabinieri della stazione di Montecchio.

La Procura, condividendo con gli esiti dell’indagine dei carabinieri, ha richiesto e ottenuto dal Gip del Tribunale di Reggio l’applicazione nei confronti dell’uomo della misura cautelare del divieto di avvicinamento nei confronti della donna, prescrivendogli di non avvicinarsi a meno di 1500 metri da tutti i luoghi frequentati dalla ex, di non uscire dal comune di residenza nella bassa reggiana se non autorizzato con il divieto di comunicare con qualsiasi mezzo di comunicazione con la donna.

Pesanti come un macigno le accuse contestate all’uomo che è accusato di reiterate condotte persecutorie. Nella denuncia si legge di atti persecutori consistenti in reiterate condotte minacciose e moleste attraverso l’invio di continui messaggi su whatsApp, telefonate insistenti estese, quando la vittima non rispondeva, al nuovo compagno della donna e appostamenti sotto casa. Comportamenti che hanno provocato alla donna un grave stato di ansia e di paura, con la stessa che temeva  per la propria incolumità e per i figli, tanto da farle cambiare abitudini di vita. La donna infine si è rivolta ai carabinieri.

L’uomo, che ha tenuto tali condotte non avendo accettato la fine del matrimonio, nel passato era già stato sottoposto a misure cautelari e condannato in via definitiva per lo steso reato nei confronti dell’ex moglie, la cui sentenza di condanna è passata in giudicato lo scorso 3 gennaio.