Spacciatore cercò di uccidere l’aiutante: “Stia in carcere”

Un 27enne residente a Cadelbosco tentò di uccidere il suo "galoppino" che voleva togliersi dal giro dello spaccio. Movente? Temeva volesse mettersi in proprio

SAN POLO D’ENZA (Reggio Emilia) – “Sei fottuto… ti uccido”!  Queste le parole rivolte alla vittima che aveva bloccato in macchina e condotto in un luogo isolato per ucciderlo. L’ha infatti colpito violentemente con una mazza mentre cercava di fuggire dall’auto dove era stato condotto con inganno. La vittima ha avuto la fortuna di essere riuscito a dileguarsi nonostante l’aggressore abbia continuato a cercarlo, arrivando anche ad assoldare un extracomunitario che si è ritrovato davanti durante le ricerche. “Se me lo porti qua ti porto mezzo chilo subito… deve morire”: .circostanza che non si verificava perché le urla della vittima hanno consentito a un passante di soccorrerlo e condurlo in caserma dove raccontava l’accaduto.

Per questi gravi fatti, risalenti all’estate scorsa e verificatisi a San Polo, le indagini dei carabinieri hanno portato all’identificazione e alla denuncia alla Procura di un 27enne sassolese residente a Cadelbosco Sopra, accusato di di tentato omicidio verso un 41enne reggiano e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.

Il pm Maria Rita Pantani, titolare delle indagini, concordando con le conclusioni delle investigazioni dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Castelnovo Monti aveva richiesto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere al Tribunale, ottenendo però l’obbligo di dimora. Il sostituto procuratore Pantani ha fatto appello al Tribunale del Riesame, che ha emesso a carico del 27enne l’applicazione della custodia cautelare in carcere, divenuta ora esecutiva a seguito della definitiva pronuncia della Corte Suprema di Cassazione.

Il provvedimento è stato eseguito  oggi dai carabinieri che l’hanno notificato al 27enne, intanto finitio in carcere per altri reati. La vittima, si è appreso durante le indagini, aveva deciso “lasciare l’attività” che svolgeva per conto del 27enne sassolese. Quest’ultimo ritenendo che il suo “ex dipendente” l’avesse lasciato per lavorare in proprio, aveva deciso di “sistemarlo”