Sequestrate otto tonnellate di mangimi non a norma foto

Quattro reggiani sono stati denunciati per trasporto e smaltimento rifiuti non autorizzato, frode in commercio e commercio di sostanze alimentari nocive

REGGIO EMILIA – I militari del nucleo investigativo di Polizia ambientale agroalimentare e forestale di Reggio Emilia, insieme ad altri reparti dei carabinieri forestali dislocati nel Nord Italia hanno perquisito 17 aziende, tra cui alcune multinazionali e aziende leader di settore, nelle province di Reggio Emilia, Milano, Brescia, Trieste, Udine, Venezia, Treviso, Torino, Cremona e Mantova.

Sequestrati circa 8 tonnellate di materie prime per mangimi non conformi, 2 autocarri, oltre a documentazione contabile e informatica. Quattro reggiani sono stati denunciati per trasporto e smaltimento rifiuti non autorizzato, frode in commercio e commercio di sostanze alimentari nocive.

Le attività riguardano la gestione dei rifiuti speciali (non pericolosi) derivanti da industrie dolciarie e della panificazione del Nord Italia che sarebbero stati ritirati fraudolentemente da tre aziende reggiane e poi “reimmessi illecitamente, tramite articolati raggiri documentali”, nel mercato della zootecnia, per la produzione di mangimi destinati all’alimentazione degli animali da reddito, e nelle centrali a biogas per la produzione di energia rinnovabile.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, le condotte illecite “hanno comportato potenziali rischi per la salute ed il benessere degli animali allevati e dei prodotti derivati da destinare all’alimentazione umana, nonché potenziali rischi di inquinamento delle varie matrici ambientali”. Due società reggiane erano già state oggetto di indagine da parte del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Reggio Emilia per gli stessi reati.

Nel corso dell’operazione sono state sequestrate 8 tonnellate di materie prime per mangimi non conformi perché scaduti e privi delle necessarie autorizzazioni per il commercio ai sensi del regolamento comunitario sull’igiene dei mangimi, 2 autocarri privi della necessaria autorizzazione al trasporto di rifiuti, oltre a varia documentazione contabile e informatica. Tra i reati contestati agli indagati vi sono il trasporto e lo smaltimento di rifiuti speciali non autorizzato, la frode in commercio e il commercio di sostanze alimentari nocive.

Alle attività hanno inoltre partecipato i militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Reggio Emilia, i quali hanno riscontrato la presenza di 2 lavoratori in nero e, di conseguenza, hanno emesso un provvedimento di sospensione attività imprenditoriale comminando una sanzione amministrativa di 10.800 euro.