Scuola, gli studenti snobbano i tecnici? “Non è vero”

Il provveditore Di Palma: "E' il tipo di istruzione che prevale, sintonia con le aziende"

REGGIO EMILIA – Una scuola forte, inclusiva e in sintonia con il territorio, in particolare il tessuto economico, impegnato da tempo nell’orientamento degli studenti verso la formazione tecnica. E’ il quadro del mondo dell’istruzione di Reggio Emilia che emerge dall’edizione numero 26 de “l’Annuario della scuola reggiana”, realizzato dalla Provincia e dall’Ufficio scolastico, illustrato oggi a Palazzo Allende.

Uno degli aspetti sottolineati sia dalla vicepresidente con delega all’istruzione, Ilenia Malavasi, che dal nuovo “provveditore” Bruno Di Palma, e’ infatti quello relativo all’aumento (non eclatante) nel corrente anno scolastico degli studenti dei licei, mentre sono in calo le iscrizioni alle scuole superiori tecniche. Un dato letto da alcuni come una sconfitta delle aziende locali, che spingono sulle nuove generazioni per formare le figure specializzate di cui hanno bisogno.

Tuttavia, osservano Di Palma e Malavasi, i dati aggiornati al 18 febbraio segnalano anche una crescita degli iscritti alle scuole professionali che, sommati alle matricole degli indirizzi tecnici, portano a 59,1% la percentuale degli studenti che non hanno scelto un percorso liceale (fermi al 40,9%). Il dato reggiano, inoltre, supera di circa 16 punti quello regionale.

“I numeri – sottolinea Di Palma – confermano una propensione per gli istituti tecnici e professionali che al termine del percorso di studi permettono sia una transizione facilitata al mondo del lavoro nelle aziende locali, sia di proseguire con percorsi di di specializzazione nell’istruzione tecnica o all’universita’”. E’ una tendenza, aggiunge, “che si registra qui piu’ che in altre province e conferma la volonta’ di studenti e famiglie di cogliere opportunita’ lavorative offerte dal territorio”.

Dalle pagine dell’annuario si apprende poi che gli studenti reggiani di ogni ordine e grado sono in tutto 81.247, 621 in meno rispetto al precedente anno scolastico. Il calo e’ costante da 7 anni nella fascia di scuole per gli 0-6 anni (nidi e scuole di infanzia), ma comincia a farsi sentire anche nella scuola primaria di primo grado (le elementari) dove ci sono 610 iscritti in meno a causa della denatalita’. In crescita invece la popolazione delle scuole medie (piu’ 234 alunni) e superiori (193 nuovi studenti e nove classi in piu’).

Tornano ad aumentare anche gli studenti stranieri, la cui crescita aveva subito una battuta d’arresto nel 2014, quando erano circa il 18% del totale. Oggi sono 11.282 (il 17,3% del totale), nati per il 69% in Italia. Gli alunni disabili sono il 4,1% del totale e si conferma per loro una tendenza al prolungamento degli studi. Infine, come evidenziato dal presidente della Provincia Giorgio Zanni, gli investimenti dell’ente a beneficio dei 22.000 studenti delle scuole superiori che frequentano i 64 edifici scolastici sparsi per la provincia sono stati rilvevanti. Si tratta di 23,8 milioni, di cui 11,3 per il solo nuovo polo scolastico di via Fratelli Rosselli, suddiviso in tre lotti e in corso di realizzazione.