Legacoop, convegno su codice appalti e codice terzo settore foto

In un convegno Legacoop Emilia Ovest, intervento di Luciano Gallo sulle integrazioni normative e gli strumenti operativi in un’ottica di collaborazione tra PA e cooperazione sociale, che nell’Emilia Ovest conta 13.400 occupati

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REGGIO EMILIA – Coesione, sussidiarietà, collaborazione in ottica di co-progettazione. Queste le parole chiave del convegno organizzato e promosso da Legacoop Emilia Ovest: “Codice Appalti e Codice Terzo Settore – Integrazioni normative e strumenti operativi”, tenutosi nei giorni scorsi a Reggio Emilia. I temi principali dell’evento sono stati: novità, procedure di co-programmazione, accreditamento e partenariato. L’ampia partecipazione dell’imprese associate, dei rappresenti della Pubblica Amministrazione, delle Organizzazioni sindacali, degli Ordini degli avvocati e dei commercialisti testimonia l’interesse per una materia che coinvolge diversi soggetti.

Nel saluto di apertura Fabrizio Ramacci, vicepresidente Legacoop Emilia Ovest, ha sottolineato come occorra un maggior dialogo tra le parti a beneficio sia della qualità del lavoro che dell’integrazione: “I bandi possono trasformarsi in una terna al lotto che mette a rischio la tenuta delle cooperative e la loro mission”. Il convegno, condotto da Loretta Losi, resp. cooperative sociali di Legacoop, è entrato nel vivo con l’intervento di Luciano Gallo che ha lanciato spunti di riflessione e proposte concrete per andare verso una maggiore interazione a partire da alcuni presupposti: “La nostra Costituzione garantisce la solidarietà sociale e la sussidiarietà, principi da cui partire per costruire insieme e garantire la coesione, presupposto della società civile. Le procedure sono strumenti e non fini con cui le Pubbliche Amministrazioni affidano beni e servizi. In quest’ottica il Terzo Settore di cui la cooperazione sociale fa parte, non è mero fornitore, ma partner attivo e strategico perché per sua natura opera nell’interesse generale, garantendo lavoro, inclusione, qualità. L’impresa sociale è multistakeholder, il cui valore si riverbera sull’intera comunità”.

Alla relazione di Gallo, e grazie agli stimoli da lui lanciati, è seguito il dibattito moderato da Diego Dutto di Legacoopsociali a cui hanno preso parte Cinzia Ioppi, Regione Emilia Romagna, Marco Giubilini, ANCI regionale, Ugo Giudice, Provincia di Parma. In chiusura Eleonora Vanni, presidente Legacoopsociali Nazionale, ha rivendicato il ruolo della cooperazione per il benessere dei territori: “L’articolo 45 della Costituzione sancisce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento. La cooperazione sociale garantisce il benessere condiviso che non può essere appiattito e svilito da criteri di mera economicità, non è solo un soggetto del mercato. Tecnici e politici sono facce di una stessa medaglia, devono collaborare a favore della tutela del bene comune”. Loretta Losi ha concluso: “Attraverso queste iniziative, intendiamo dare continuità alla nostra azione di sensibilizzazione verso tutti gli attori e decisori che concorrono alla tenuta sociale basata sul lavoro buono e sulla concorrenza leale”.

Le cooperative sociali aderenti a Legacoop Emilia Ovest, nelle province di Reggio Emilia, Parma e Piacenza sono 62, sviluppano 480milioni di euro di valore di produzione, con un valore aggiunto di 300milioni, occupano 13.400 persone di cui 11mila soci, 578 svantaggiati e 888 extracomunitari. Sul totale delle cooperative, 29 sono di tipo A cioè servizi educativi e socio-assistenziali, 24 di tipo B cioè inserimento lavorativo e 9 consorzi.

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