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Coronavirus, un morto a Parigi: stato d’emergenza a San Francisco

Primi casi in Brasile, Grecia, Macedonia e Pakistan. In Spagna dieci nuovi contagiati, tutti legati a viaggi in Italia

REGGIO EMILIA – La Francia ha annunciato 3 nuovi casi di coronavirus nel Paese, tra cui un morto: lo ha detto il direttore generale della Salute, Jerome Salomon, aggiungendo che il numero totale dei casi accertati passa dunque a 17. Tra questi c’è il primo francese deceduto: si tratta di un uomo di 60 anni che era ricoverato a Parigi. Nella capitale è stato ad ogni modo confermato lo svolgimento della mezza maratona in programma domenica, mentre a Nizza l’ultimo giorno di Carnevale, previsto sabato, è stato annullato.

La Spagna ha registrato in 36 ore dieci casi positivi, che si aggiungono ai primi due colpiti e già dimessi giorni fa. Due a Madrid, due a Barcellona, quattro a Tenerife, uno a Siviglia e uno a Castellón. Sono tutti legati a viaggi in Italia e cinque sono di nazionalità italiana: ovvero, la 36enne trovata positiva ieri a Barcellona (al rientro da un viaggio tra Bergamo e Milano) e i quattro turisti a Tenerife (un medico e sua moglie, entrambi di Piacenza, e altri due della stessa comitiva, che sono ricoverati in isolamento all’ospedale Candelaria di Santa Cruz); mille persone che alloggiano nello stesso hotel della coppia nell’isola sono state messe in quarantena.

Il ministero della Salute spagnolo ha deciso di ampliare le zone a rischio coronavirus verso le quali raccomanda di non effettuare viaggi non necessari: oltre alla Cina, il Giappone, la Corea del Sud, Singapore, l’Iran e le quattro regioni del Nord Italia (Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna). Ma in realtà si è ampliata la mappa degli stati esteri che ‘chiudono’ all’Italia.

La Grecia ha riferito del suo primo caso di coronavirus: si tratta di una donna che ha viaggiato di recente nel Nord Italia. Un portavoce del ministero della Salute ha riferito che la paziente, 38 anni, è ricoverata in un ospedale di Salonicco ed è in buone condizioni.

Due contagiati dal coronavirus in Tirolo, in Austria. Una delle due persone, scrive l’agenzia Apa, sembra che arrivi dalla Lombardia, ma non è ancora confermato. “È stata esclusa l’ipotesi di una chiusura temporanea del valico del Brennero. Gli esperti che sono stati consultati hanno infatti affermato che la cosa non sarebbe di alcuna utilità”. È quanto affermato dal governatore della regione austriaca del Tirolo, Günther Platter.

In Germania è una maestra di asilo di 46 anni che ha prestato servizio fino a venerdì scorso la donna positiva al test del coronavirus in Nordreno-Vestfalia: lo ha annunciato il ministro della Salute del land Karl-Josef Laumann. Si tratta della moglie di un altro contagiato di 47 anni, attualmente ricoverato in ospedale in serie condizioni. La maestra e i suoi due bambini sono ora in quarantena a casa, così come tutti i frequentatori dell’asilo e le rispettive famiglie.

Due nuovi casi positivi, intanto, si sono registrati nel Baden-Wuerttemberg, uno dei quali è il “paziente zero” tedesco: un 25enne di Goeppingen di ritorno da un viaggio a Milano con la fidanzata. L’altro è un aiuto primario del reparto di Patologia della clinica universitaria di Tubinga ed è il padre della ragazza che ha accompagnato a Milano il “paziente zero”, anche lei attualmente in isolamento.

Un primo caso di positività si è registrato nella Macedonia del Nord. Come ha reso noto nel pomeriggio il ministro della Salute Venko Filipche, si tratta di una donna macedone intorno ai cinquant’anni tornata dall’Italia dopo un lungo sogg iorno, che è stata ricoverata alla Clinica per le malattie infettive di Skopje.

In Finlandia è stato annunciato un secondo caso di coronavirus: “È una donna in età lavorativa che ha viaggiato nel nord Italia”. La donna è ricoverata in un ospedale ad Helsinki ed è “in buone condizioni”, ha dichiarato il National Institute of Health and Welfare. Alla fine di gennaio, la Finlandia aveva registrato il suo primo caso di contagio: una turista cinese di Wuhan, epicentro dell’epidemia, in viaggio in Lapponia.

La Turchia ha sconsigliato i viaggi nelle regioni colpite dal coronavirus in Italia “a meno che non sia necessario”. A indicarlo è stato il ministero degli Esteri di Ankara, che applica la stessa raccomandazione all’Iraq.

L’Unione europea
A Bruxelles, il questore dell’Europarlamento ha rivolto la raccomandazione di osservare una quarantena di 14 giorni agli eurodeputati che negli ultimi 14 giorni abbiano visitato le quattro Regioni italiane considerate a rischio (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto). Una misura preventiva raccomandata ovviamente anche agli staff dei parlamentari stessi.

Le Americhe
Il ministero della Sanità del Brasile ha confermato il primo caso di coronavirus nel Paese, sottolineando che è stato condotto anche un secondo test: la notizia è stata fornita dal ministro Luiz Henrique Mandetta. Il paziente risultato positivo è un uomo di 61 anni rientrato nella sua città di residenza, San Paolo, da un viaggio di lavoro in Italia tra il 9 e il 21 febbraio. Il governo dello Stato di San
Paolo ha quindi annunciato la creazione di un comitato di crisi.

Gli Stati Uniti hanno aumentato il grado d’allerta verso il nostro Paese: i cittadini possono viaggiare, ma con più precauzioni. I Centers for diseases control (Cdc) e il Dipartimento di Stato hanno modificato le avvertenze per i cittadini americani che viaggiano all’estero, mettendo l’Italia al livello 2 in una scala di quattro: si può viaggiare nel Paese, aumentando però le precauzioni, per i focolai di Covid-19. La Casa Bianca, inoltre, starebbe valutando se nominare uno ‘zar’ per coordinare la risposta all’epidemia.

La mossa rifletterebbe quella di Barack Obama per affrontare l’emergenza Ebola nel 2014, quando nominò Ron Klain. Ma a stretto giro il viceportavoce della Casa Bianca, Judd Deere, ha smentito via Twitter la notizia diffusa da Politico. “Non è vero! Il presidente ha intrapreso un’azione decisiva creando un mese fa la task force contro il coronavirus ed è contento della leadership del segretario alla Sanità Alex Azar per proteggere la salute pubblica”.

San Francisco, la quarta città più grande d’America, ha dichiarato lo stato d’emergenza locale per una settimana, anche se non ha finora alcun caso. Lo ha annunciato la sindaca London Breed, spiegando che si tratta di una misura preventiva.

Almeno cinque università americane hanno cancellato i programmi di studio in Italia: sono la Elon University, la Fairfield University, la Florida International University, la New York University e la Syracuse University, quasi tutte con programmi a Firenze.