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Coronavirus, sono 76 le persone contagiate

Due casi a Milano e uno a Torino. In tutto 54 sono in Lombardia, 17 in Veneto, due in Emilia Romagna, due nel Lazio e uno in Piemonte. Ignoto il paziente zero per quel che riguarda il lodigiano

REGGIO EMILIA – Il numero di pazienti contagiati nel nostro Paese è salito sabato in totale a 76, dei quali 54 sono in Lombardia, 17 in Veneto (tra cui un operatore, un medico e un infermiere dell’ospedale di Dolo), due in Emilia Romagna, due nel Lazio (i due turisti cinesi dello Spallanzani) e uno in Piemonte. Diciotto sono in terapia intensiva, undici in isolamento domiciliare.

A Milano i contagiati sono due. Uno è un 78enne residente a Sesto San Giovanni che è ricoverato al San Raffaele da una settimana e l’altro è un uomo di 71 anni residente a Mediglia: l’uomo è arrivato al pronto soccorso dell’ospedale di Vizzolo Predabissi e poi ricoverato nel reparto di Medicina dello stesso ospedale. Sono già state avviate tutte le procedure per risalire ai suoi contatti.

Le vittime sono due: una in Veneto, l’altra, una donna deceduta il 20, in Lombardia. La donna aveva incrociato il “paziente 1”, il 38enne attualmente in gravi condizioni, nell’ospedale di Codogno. Misure restrittive come quelle decise per 10 Comuni “a rischio” nel Lodigiano sono state adottate anche a Vo’ Euganeo e Teolo, in Veneto.

E’ stato trovato il paziente zero del Veneto: si tratta di un operaio cinese di un’azienda tessile che avrebbe visto la partita Inter-Milan nel bar di Vo’Euganeo insieme ai due anziani, tutti e due positivi al virus, uno dei quali è morto. C’è un guarito. Sabato, intanto, è arriva la notizia di un primo caso a Torino.

La Regione Friuli Venezia Giulia ha decretato lo stato di emergenza fino al 31 luglio per fronteggiare il rischio sanitario. In Lombardia invece la Conferenza dei rettori ha decretato la sospensione delle attività didattiche delle università fino al 2 marzo.

Per quel che riguarda il presunto “paziente zero”, il manager di ritorno dalla Cina, si è scoperto che non ha mai avuto il coronavirus. Dai test effettuati sull’amico del 38enne di Codogno (il paziente 1) che era stato a cena con lui dopo esser tornato dalla Cina, “è emerso che non ha sviluppato gli anticorpi”, ha spiegato in serata il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri. “L’uomo era già risultato negativo al primo test per il coronavirus. Dunque, non è partita da lui la diffusione del virus nel lodigiano.