Coronavirus, il primo italiano contagiato è un 29enne di Luzzara

Il giovane, che lavora come ricercatore negli Usa e ha una fidanzata di Wuhan, era nella città cinese per festeggiare il Capodanno. Ora è ricoverato allo Spallanzani: le sue condizioni non destano preoccupazione

REGGIO EMILIA – Un 29enne di Luzzara è il primo italiano contagiato dal Coronavirus: è fra i 56 italiani rientrati dalla Cina che ora sono alla Cecchignola, la città militare alla periferia di Roma dove devono rimanere in quarantena. La notizia è stata confermata su Facebook dal sindaco di Luzzara, Andrea Costa.

Il giovane luzzarese è un ricercatore che vive negli Stati Uniti, dove lavora, ma ha una fidanzata cinese originaria di Wuhan, la città dove è esplosa l’epidemia. Il reggiano si trovava là in ferie per festeggiare il capodanno cinese con la sua ragazza e avrebbe poi dovuto partire per la Thailandia con lei, ma il test positivo ha bloccato la sua partenza.

Il ministero della Salute conferma che il giovane presenta dei sintomi – pare una lieve febbre – e non è, dunque, asintomatico. “Sto bene, mi sento tranquillo. Al momento non ho nessun disagio particolare”, ha detto il giovane agli altri italiani in quarantena allo Spallanzani

La conferma del contagio del 29enne di Luzzara è arrivata dall’Istituto superiore di sanità, che ha precisato il paziente è stato ricoverato all’istituto Spallanzani con “modesto rialzo termico ed iperemia congiuntivale”. Il giovane era in stanza da solo. Dice il direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Gianni Rezza: “Anche se non si può escludere del tutto, ritengo molto improbabile che possa avere trasmesso l’infezione a qualcun altro dei 55 italiani rientrati, come lui, dalla città cinese di Wuhan e tuttora in osservazione alla città militare della Cecchignola”.

La notizia del caso sospetto è stata accolta con iniziale apprensione dagli altri italiani alla Cecchignola: “Adesso siamo sereni, dopo qualche ora di preoccupazione ora ci sentiamo tranquilli. I medici militari ci hanno spiegato che tutti i nostri tamponi faringei, eseguiti ieri e che verranno effettuati a cadenza settimanale, sono negativi”. E con la persona risultata positiva, hanno poi precisato, “abbiamo avuto pochi contatti in questi giorni. Prima che fosse trasferito allo Spallanzani, lui si trovava in una stanza singola”.

Dopo la conferma della positività del 29enne riparte tuttavia la quarantena per i 55 italiani rientrati da Wuhan che si trovano alla Cecchignola. La nuova sorveglianza sanitaria riparte per 14 giorni a cominciare da ieri.