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Coronavirus, Niccolò rientra sabato: la Cina autorizza il volo

La furia di Xi sul partito a Hubei e Wuhan: il leader cinese sostituisce i vertici con dei suoi fedelissimi. Dimessi i 20 turisti cinesi dallo Spallanzani, facevano parte della comitiva della coppia risultata positiva

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REGGIO EMILIA – WhatsApp, la popolare piattaforma di messaggistica istantanea di Facebook, è da alcuni giorni bloccata in Cina: a soffrire sono soprattutto gli account legati ai numeri di cellulari locali. Malgrado sia bandita con altre app straniere, come Facebook e Twitter, l’operatività di WhatsApp è stata possibile a volte anche senza l’uso di vpn, le reti virtuali che aggirano il Great Firewall della censura. Internet, in generale, sembra funzionare con difficoltà rispetto al solito sia a Pechino sia in altre grandi città cinesi.

Niccolò, lo studente 17enne di grado rimasto a Wuhan perchè febbricitante rientrerà sabato in Italia: la Cina ha autorizzato il volo per il suo rimpatrio. La partenza è prevista per domani.

Sono stati dimessi stamani dall’ospedale Spallanzani di Roma i venti turisti cinesi che facevano parte della comitiva della coppia risultata positiva al Coronavirus. Sono stati in quarantena 14 giorni e sono sempre risultati negativi al test. Tra loro anche cinque minori. A salutarli l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato e il direttore sanitario dell’ospedale Francesco Vaia. Prenderanno un volo per la Cina. E sempre allo Spallanzani è stata assunta la ricercatrice precaria Francesca Colavita che era nell’equipe che ha isolato il virus

Intanto sale a 1.350 il numero di morti per coronavirus in Cina, 1.310 nella sola provincia dello Hubei, con 242 nuovi decessi registrati, ha detto l’autorità sanitaria locale. Solo ieri il numero delle vittime in tutta la Cina era di 1.100. Il forte incremento è dovuto all’attuale ridefinizione operata dai sanitari dei casi da COVID-19. Nel suo aggiornamento quotidiano, la commissione sanitaria di Hubei ha anche confermato altri 14.840 nuovi casi nella sola provincia.

Il presidente cinese Xi Jinping ha decapitato i vertici del partito nella provincia epicentro dell’epidemia per sanzionare inefficienze, omissioni e ritardi di fronte all’ epidemia.

“Nella comunità cinese si sta diffondendo il panico. Non per l’epidemia di coronavirus, ma per la sicurezza. Ci sono state aggressioni verso cinesi in Italia, non turisti, ma comunità cinese. Vorrei invitare gli amici italiani a fare attenzione alla sicurezza dei nostri connazionali che vivono e lavorano in Italia, di evitare pregiudizi, distinzioni, aggressioni. Insulti e minacce non sono tollerabili. E’ l’appello che voglio lanciare”. Lo ha detto il dottor Zhang dell’ambasciata cinese che ha accompagnato i 20 turisti dimessi dallo Spallanzani.

L’Italia in pressing sulla commissione europea sull’emergenza coronavirus, con il ministro della Salute Roberto Speranza che al vertice straordinario richiesto per primi dall’Italia invita a non sottovalutare i rischi e sollecita una risposta forte e coordinata, a livello globale. Esprime inoltre preoccupazione per la potenziale diffusione del morbo nel continente africano e sollecita il sostegno dei sistemi sanitari più fragili, anche perché, spiega, “una volta che la diffusione del virus arriva a numeri significativi, la gestione diventa molto complicata” e per questo si deve puntare “sulla prevenzione”.

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