Coronavirus, l’Azzolina: “Pensiamo a riapertura scuole in province fuori da focolai”

Il ministro dell'Istruzione a Radio 24: "Possiamo farlo dalla prossima settimana". E aggiunge: "Nessun rischio di perdere l'anno scolastico. No a trattenute in busta paga agli insegnanti"

REGGIO EMILIA – Con la chiusura delle scuole nelle regioni colpite dalla diffusione del coronavirus “abbiamo posto in essere misure draconiane, molto rigide e contenitive e lo abbiamo fatto per avere un contenimento nella diffusione del virus. Se le misure che abbiamo posto in essere avranno degli effetti celeri e immediati penso che, se in questo momento abbiamo una chiusura regionale delle scuole, dalla prossima settimana possiamo iniziare a pensare di avere una chiusura provinciale, cioe’ piu’ legata alle zone dove ci sono i focolai, ad esempio nel lodigiano. Ma se a Varese, ad esempio, non avremo casi e non ci sara’ alcuna diffusione del virus, credo che li’ le scuole potranno anche ricominciare”. Lo ha fatto sapere la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, intervenuta a Radio 24.

Ha scritto poi su Facebook il ministro: “Voglio rassicurare i genitori e i ragazzi: il rischio che gli studenti possano perdere l’anno scolastico non c’e’. La task force del Ministero dell’Istruzione sta lavorando a un piano di didattica a distanza. Stiamo stanziando fondi specifici, abbiamo dei partner gia’ attivi, gli Uffici Scolastici Regionali si stanno organizzando per la formazione dei docenti. C’e’ una scuola avanzata che si sta gia’ muovendo. Molti istituti hanno gia’ infrastrutture adeguate e operative per la didattica a distanza. Gli altri li supporteremo”.

Ha detto ancora l’Azzolina: “Gli insegnanti non avranno trattenute dallo stipendio perche’ non sono a casa per malattia, ma per causa di forza maggiore. Le spese anticipate per le gite annullate saranno rimborsate e daremo risposte alle agenzie di viaggio con un decreto ad hoc: ne abbiamo parlato ieri con il ministro Gualtieri. In questo momento la comunita’ scolastica sta mostrando maturita’ e collaborazione”.

Aggiunge il ministro: “C’e’ anche un’altra possibilita’, che io credo non sara’ assolutamente necessaria, nel senso che le scuole, nella loro autonomia, potrebbero anche decidere di allungare l’anno scolastico. Ma non sara’ necessario anche perche’ noi stiamo lavorando con una task force da giorni al ministero dell’Istruzione per garantire ai nostri studenti la didattica a distanza che rappresenta il futuro e una delle tante possibilita’ di fare didattica. Abbiamo dei docenti esperti di tutta Italia che questa settimana si sono riuniti insieme a me, alla Rai alla Treccani, a Microsoft a Google. C’e’ una scuola che e’ molto avanzata e che si sta gia’ muovendo”.