Quantcast

Coronavirus, chiusi i pronto soccorso di Correggio e Scandiano

A partire dalle 20 di domenica 1° marzo. Stop dell'attività anche al punto nascite di Scandiano. Triage di accettazione e check point all'esterno degli ospedali della provincia

REGGIO EMILIA – Chiusura, dalle 20 di domani, domenica 1 marzo, dei pronto soccorso degli ospedali di Correggio e Scandiano, che non presentano caratteristiche logistiche e strutturali adeguate a rispondere all’emergenza dettata dall’infezione del Coronavirus e chiusura, sempre a partire dal 1° marzo, oltre che del pronto soccorso, anche del punto nascite dell’ospedale di Scandiano.

Sono i provvedimenti, decisi a tutela della salute della comunità e dei pazienti più fragili e a rischio, illustrati oggi pomeriggio nel corso di una conferenza-stampa nella sede della Protezione civile a cui hanno partecipato il presidente della Provincia di Reggio Emilia e della Ctss, Giorgio Zanni, i sindaci di Reggio Emilia Luca Vecchi, di Correggio Ilenia Malavasi e di Scandiano Matteo Nasciuti, il direttore generale e il direttore sanitario dell’Azienda Usl, Fausto Nicolini e Cristina Marchesi, il direttore del presidio ospedaliero Giorgio Mazzi ed Anna Maria Ferrari, direttore del Dipartimento di Emergenza-urgenza.

In entrambi gli ospedali continuerà ad essere svolta tutta la consueta attività ambulatoriale e di degenza ed entrambe le sedi potranno inoltre essere individuate per l’erogazione di prestazioni specialistiche per cittadini residenti in altri distretti, a supporto degli ospedali impegnati invece nell’assistenza di pazienti positivi al Covid. 19. Al termine del periodo di emergenza verranno riattivati tutti i servizi temporaneamente sospesi.

La decisione è stata presa perché, secondo gli esperti, è indispensabile concentrare le procedure di identificazione dei casi sospetti di infezione da Covid-19 nelle strutture ospedaliere e nei Pronto Soccorso più attrezzati e idonei ad una gestione appropriata e in condizioni di sicurezza per pazienti e operatori.

Per quel che riguarda Scandiano, l’attività consultoriale proseguirà invece normalmente, così come l’attività ginecologica. La chiusura del Punto Nascite, inoltre, consentirà di rendere disponibili anestesisti per le terapie intensive e la rianimazione, in caso di necessità.

Per quel che riguarda la chiusura dei pronto soccorso di Scandiano e Correggio, invece, i cittadini del distretto di Scandiano potranno rivolgersi, in caso di necessità non legate all’infezione Covid-19 (per cui ricordiamo è necessario contattare telefonicamente il proprio medico di famiglia, il pediatra o la guardia medica) al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, mentre quelli del distretto di Correggio potranno rivolgersi all’ospedale di Guastalla.

Negli altri ospedali reggiani, sull’esempio di quanto già fatto in altre province, saranno attuate modifiche organizzative del triage di accettazione dei pazienti al Pronto Soccorso, anche tramite l’utilizzo di Pma (Punto Medico Avanzato), grandi tende attrezzate fornite dalla Protezione Civile, installate davanti agli ospedali di Reggio Emilia, Montecchio e Guastalla.

All’ingresso di tutti gli ospedali della provincia, compresi quelli di Correggio e Scandiano, saranno attivati dei check point in cui gli operatori sanitari rivolgeranno alcune domande ai visitatori e rileveranno la temperatura. Questo consentirà di separare i flussi di visitatori e pazienti, per limitare la possibilità di diffusione del virus.

Negli ospedali di Reggio Emilia, Montecchio e Guastalla il check point sarà allestito nelle tende attrezzate. Contestualmente il Dipartimento di emergenza-urgenza sta provvedendo a rafforzare l’assistenza sul territorio con i mezzi di soccorso (ambulanze, automediche e autoinfermieristiche).

“La riorganizzazione dei nostri servizi si è resa necessaria per rispondere al meglio e con la massima efficienza alla situazione”, commenta la Direzione Ausl Reggio Emilia. “Si tratta di misure precauzionali e utili a fornire ai cittadini un servizio puntuale ed efficace e a salvaguardare la piena operatività dei nostri ospedali e la piena sicurezza di pazienti e operatori sanitari”.

Negli ospedali rimane comunque valido l’invito a ridurre gli accessi e le visite ai degenti da parte dei famigliari. Prosegue intanto l’attività del Dipartimento di sanità pubblica per il monitoraggio e il controllo dei contatti di casi accertati o sospetti.