Confcooperative a congresso, in quattro anni 600 occupati in più

Elezione diretta del presidente e dei componenti del Consiglio provinciale sabato mattina alla Cantina Albinea Canali

REGGIO EMILIA – Si sono portati a oltre 17.500 unità (con un incremento del 3,6% nell’ultimo quadriennio) gli occupati all’interno delle 380 imprese aderenti a Confcooperative, mentre il fatturato, nello stesso periodo, è passato da 1,946 a 2, 025 miliardi di euro (+4%, al netto della raccolta delle Bcc). Le imprese, nel frattempo, sono rimaste sostanzialmente stabili (3 in meno), mentre i soci sono aumentati del 2,8%, salendo a quasi 59.000 unità.

Con questi dati alle spalle, Confcooperative celebrerà sabato 22 febbraio la propria assemblea congressuale quadriennale, chiamata, tra l’altro, al rinnovo degli organi di governo, con l’elezione diretta del presidente e dei 40 componenti il Consiglio provinciale dell’organizzazione.

“Il quadriennio che ci separa dalla presedente assise – sottolinea Matteo Caramaschi, presidente della centrale cooperativa di Largo Gerra – è stato certamente tra i più intensi e per certi versi difficili per la cooperazione reggiana, che ha registrato anche un calo di reputazione legato al fallimento di alcune grandi imprese delle costruzioni e, contemporaneamente, ha continuato a fare i conti con gare al massimo ribasso, irregolarità e forme di dumping contrattuale ben presenti nei settori a più alta densità di lavoro e molto penalizzanti proprio per le cooperative virtuose”.

“In questa situazione – osserva Caramaschi – il sistema Confcooperative è comunque cresciuto bene e, soprattutto, ha fortemente consolidato il suo legame con il territorio e le sue eccellenze, come l’agroalimentare, così come con i bisogni delle persone e delle famiglie”.

A questo proposito, i dati con i quali Confcooperative va a congresso sono eloquenti: i tassi di crescita maggiore, infatti, si registrano nell’ambito delle cooperative sociali impegnate in servizi socio-educativi, socio-assistenziali e nell’inserimento lavorativo di categorie fragili, con una crescita dell’occupazione superiore al 9% un aumento del 12% del numero dei soci (oltre 3.900).

Bene sono andati anche il comparto agroalimentare, la cultura, il turismo e, nell’ambito dei servizi a persone e famiglie, il comparto dello sport, che ha visto una scelta tutta cooperativa da parte di diverse associazioni sportive dilettantistiche.
Sicuramente più complessa la situazione del settore lavoro e servizi, dove la crisi dell’edilizia ha toccato anche alcune piccole e medie imprese associate a Confcooperative ma, soprattutto, si è determinata una sostanziale stabilità del fatturato.

“In questo caso – spiega Caramaschi – il risultato per noi straordinario è di aver evitato ripercussioni sull’occupazione, grazie ai sacrifici fatti da imprese e da soci-lavoratori che hanno puntato a difendere il lavoro anche quando questo ha comportato scelte impegnative sul piano della remunerazione”.

“Dando merito alle cooperative di queste scelte – aggiunge Caramaschi – questa è però una situazione non più accettabile, perché deriva da un mercato sia pubblico che privato che non può più giocare i propri bilanci e la propria competitività sulla compressione del valore del lavoro delle imprese chiamate in causa da affidamenti e commesse”.

E proprio sul rilancio della dignità del valore del lavoro in cooperativa si incentrerà parte rilevante della relazione che Caramaschi presenterà all’assemblea, offrendo anche una serie di spunti relativi ad una più ampia e scottante questione generale riferita alla legislazione cooperativa.

“Siamo stanchi – dice al proposito Caramaschi – di riconoscimenti formali del ruolo e della funzione sociale della cooperazione, quando tutte le scelte di questi anni in tema di politica economica e di fiscalità sono andati in senso esattamente opposto”.

“La cooperazione – conclude il presidente di Confcooperative – è una ricchezza per tutti e lo è per dimensioni, per legami con il territorio e per la capacità di generare partecipazione, equità, giustizia sociale e responsabilità in un sistema economico e sociale sempre più a rischio disgregazione. Per questo chiediamo un deciso cambio di direzione ad un legislatore chiamato a tradurre in elementi concreti il riconoscimento che alla cooperazione giunge dal dettato costituzionale”.

All’assemblea di Confcooperative, in programma sabato alle 8,30 alla cantina Albinea Canali, interverranno, tra gli altri, il sindaco Luca Vecchi, il presidente della provincia Giorgio Zanni e il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi. I lavori saranno conclusi dal presidente di Confcooperative Emilia-Romagna, Francesco Milza.