Aumenti Irpef, i sindacati: “Scelta iniqua che impatta su lavoratori e pensionati”

I sindacati criticano gli orientamenti dei Comuni di Reggio Emilia, Brescello e Scandiano

REGGIO EMILIA – Dopo i Comuni di Reggio Emilia e Brescello, anche il Comune di Scandiano annuncia, nella proposta di bilancio di previsione 2020-2022, approvata nei giorni scorsi dalla giunta, un aumento dell’aliquota per l’addizionale Irpef.

I sindacati, nell’incontro tenuto nei giorni scorsi con l’Amministrazione comunale, avevano già rappresentato le criticità su alcune delle scelte delineate, in particolare sull’intenzione di aumentare l’addizionale Irpef, consapevoli che così facendo si sarebbe rischiato di colpire prevalentemente lavoratori e pensionati.

Spiegano Cgil Cisl Uil provinciali: “In ragione di ciò ci si era impegnati a continuare il confronto e pertanto non nascondiamo un certo stupore, nonché rammarico, rispetto a quanto appreso dalla stampa locale. Pur ritenendo importanti alcuni obiettivi messi in chiaro dall’amministrazione scandianese, in particolare la volontà di garantire la qualità e la quantità dei servizi, l’aumento dell’addizionale Irpef, così come prevista, presenta modalità non condivisibili”.

Infatti, nonostante l’aumento della fascia di esenzione da 10.000 a 12.000 euro, l’incremento delle aliquote rischia di pregiudicare una reale progressività dell’imposta, incidendo particolarmente sulle fasce di reddito basse.

Aggiungono i sindacati: “Riteniamo iniquo far ricadere i crescenti costi dei servizi quasi unicamente sui redditi delle persone fisiche (famiglie, lavoratori, pensionati). Anche l’effetto derivante dalle modifiche sull’imposta patrimoniale, se vista in rapporto al totale del maggior prelievo previsto, risulta residuale rispetto all’addizionale Irpef al fine di un corretto principio di compartecipazione di tutti alla sostenibilità dei conti”.

Cgil Cisl Uil provinciali “ritengono quindi necessario proseguire nel confronto con il Comune per rivedere le modalità di incremento del gettito nel rispetto di criteri più equi e progressivi, poiché alle risposte ai bisogni devono contribuire equamente tutti i cittadini e le imprese”.