Aemilia 1992, il M5S: “Comune spieghi perché non è parte civile”

Lo chiede il consiglierepentastellato Soragni in un'interpellanza

REGGIO EMILIA – Il Comune chiarisca perche’ ha deciso di non costituirsi parte civile nel processo “Aemilia 1992”, entrato nella sua fase finale, sugli omicidi di ‘ndrangheta commessi 28 anni fa in citta’ (la vittima fu Nicola Vasapollo) e a Brescello (fu freddato Giuseppe Ruggiero e l’amministrazione di quel paese ha invece intrapreso l’azione legale).

Lo chiede un’interpellanza della consigliera comunale del M5s Paola Soragni, sostenuta politicamente nella richiesta dai parlamentari reggiani pentastellati Maria Edera Spadoni, Sabrina Pignedoli, Davide Zanichelli e Maria Laura Mantovani. A segnalare la mancata presa di posizione dell’amministrazione e’ stata venerdi’ scorso il pubblico ministero Beatrice Ronchi, che iniziando la sua requisitoria ha detto: “Spiace e sorprende che il Comune di Reggio Emilia non si sia costituito parte civile”.

Per Soragni la circostanza stupisce “anche tutta la cittadinanza”, considerato che il processo in corso “ha determinato e segnato uno dei momenti piu’ tristi e sconvolgenti della nostra comunita’, con l’arrivo e il radicamento dell’ndrangheta”.