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Addio a Flavio Bucci, dal Ligabue tv a Sorrentino

Un "irregolare di talento", è morto in povertà a 72 anni. Grande interprete in decine di film come il Marchese del Grillo

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REGGIO EMILIA – Se n’è andato solo come un cane, a Passoscuro, su quel litorale romano che da alcuni anni aveva eletto a ultimo rifugio per una vecchiaia senza un soldo dopo una vita di splendori ed eccessi, esaltazioni e depressioni. Flavio Bucci, torinese del ’47, ma di famiglia un po’ molisana e un po’ foggiana, ha chiuso la sua esistenza terrena pare per colpa di un infarto.

Ma, come amava ripetere, “‘c’è una sola cosa che ti uccide, però non lo sai mai prima quale sarà” e forse poco gli importava, dopo una vita spesa senza remore e senza mai occultare i suoi vizi, dalle sigarette all’alcool, dalla cocaina alle donne. “I suoi ultimi anni non sono stati sereni purtroppo – dice il figlio Alessandro, che per un tratto della vita lo ha accompagnato come attore – ed è triste pensare che in troppi lo abbiano abbandonato dopo una carriera così intensa tra il cinema e il teatro. Ma come spesso accade agli artisti aveva una sensibilità più acuta e dolorosa di noi uomini normali e il gran pregio di non rinnegare nulla di sé, neppure gli sbagli”.

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