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Virus Cina, Xi Jinping: “La situazione è grave, epidemia accelera”

La Cina ha ordinato il cordone sanitario per 56 milioni di persone, 41 le vittime, circa 1.400 i contagi; vietati i viaggi organizzati all'estero. Gli Usa fanno evacuare i connazionali da Wuhan. Tre casi in Francia, i primi accertati in Europa. Quattro casi anche in Australia

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REGGIO EMILIA – La Cina può “vincere la battaglia” contro il coronavirus. Lo ha assicurato il presidente Xi Jinping, nel suo secondo intervento pubblico dall’inizio della crisi. “Finché avremo fiducia costante, lavoreremo insieme, con prevenzione e cure scientifiche e politiche precise, saremo sicuramente in grado di vincere la battaglia”, ha detto Xi in una riunione del comitato permanente dei vertici del Politburo.

Xi Jinping, dopo aver cercato di infondere fiducia alla popolazione cinese, ha ammesso che la situazione è “grave” e l’epidemia del coronavirus “accelera”. “Di fronte alla grave situazione di un’accelerazione della diffusione del nuovo coronavirus, è necessario rafforzare la leadership centralizzata e unificata del Comitato centrale del Partito”, ha detto Xi nel corso di una riunione d’emergenza del governo.

Continua a crescere il numero dei contagi da coronavirus. Le autorità cinesi hanno riferito di 1.396 casi a livello mondiale. Nella Cina continentale ci sono 1.359 casi, inclusi i 41 morti, 39 dei quali nella sola provincia di Hubei, dove c’è la città di Wuhan, focolaio del virus. Una vittima è stata registrata nella provincia settentrionale di Heilongjiang, un’altra a Hebei, vicino a Pechino. Lo riferisce la Cnn.

Gli Stati Uniti hanno avviato un’operazione per far evacuare a partire da domani cittadini e diplomatici americani da Wuhan, l’epicentro dell’epidemia del coronavirus. Lo riferisce il Wall Street Journal. Nella città cinese ci sono circa 1.000 americani e l’ambasciata li sta contattando per organizzare il trasporto aereo che li riporterà in Usa. Il personale medico americano sarà a bordo per trattare i casi sospetti.

A partire da lunedì tutti i servizi per i tour di gruppo all’estero forniti dalle agenzie di viaggio cinesi, comprese le prenotazioni alberghiere e dei biglietti aerei, saranno sospesi. Lo riferito la tv di Stato Cctv, aggiungendo che i tour organizzati all’interno della Cina sono stati sospesi ieri.

Pechino ha esteso il cordone sanitario volto a circoscrivere l’infezione, i provvedimenti riguardano ora 56 milioni di persone. Tra le quasi 40 province, regioni e municipalità speciali che compongono amministrativamente il Paese, solo il Tibet risulta ancora privo di casi.

Wuhan e altre 13 città della provincia sono state isolate in uno sforzo senza precedenti per contenere il micidiale virus respiratorio che intanto si va diffondendo in altre aree della Cina e in altri Paesi.

Un secondo ospedale per la cura dei pazienti affetti dal coronavirus sarà costruito a Wuhan e si aggiungerà all’altra struttura che è in fase di costruzione a Wuhan e dovrebbe essere pronta entro 10 giorni. Hong Kong ha dichiarato l’epidemia del coronavirus “un’emergenza” – il livello di allarme più alto della città.

La Francia vuole “circoscrivere” il contagio dopo l’ufficializzazione dell’esistenza di 3 casi di coronavirus su viaggiatori rientrati di recente dalla Cina, in particolare dalla zona dell’epidemia. I casi, i primi 3 verificati in Europa, riguardano un paziente di 48 anni ricoverato a Bordeaux, nel sud-ovest, e altri due a Parigi, tutti e 3 in isolamento in ospedale.

I due pazienti di Parigi sono “parenti stretti”, hanno precisato le autorità sanitarie: “bisogna trattare un’epidemia come si tratta un incendio – ha detto ieri sera la ministra della Salute Agnes Buzyn – bisogna immediatamente individuare la fonte e circoscriverla al più presto possibile”. La Buzyn ha aggiunto che il periodo di incubazione è stato probabilmente “attorno ai 7 giorni, fra due e 12”. “Tutte le persone che sono state in contatto stretto con questi pazienti – ha spiegato il ministero – saranno individuate. Riceveranno consegne specifiche per evitare ogni contatto, allo scopo di limitare la propagazione del virus”.

Sono quattro i casi di contagio accertati in Australia: uno a Melbourne e tre nel Nuovo Galles del Sud, riferisce il Guardian online. Tutti e quattro i pazienti sono stati di recente in Cina e tre di loro, di 43, 45 e 53 anni, sono arrivati direttamente da Wuhan, epicentro dell’epidemia. Ci sono tre casi confermati in Malaysia e tre in Giappone, mentre nel Regno Unito le autorità sanitarie stanno cercando di rintracciare 2mila persone che di recente hanno viaggiato a Wuhan, focolaio dell’epidemia del coronavirus, per essere sottoposti a controlli. Al momento, 14 persone sono risultate negative al contagio.

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