Upim, lavoratori in stato di agitazione

Da mesi sono in corso trattative tra azienda e Comune, proprietario dell'immobile in cui è collocato il punto vendita, per la rinegoziazione dei canoni di locazione e il ricollocamento dei lavoratori

REGGIO EMILIA – I sei addetti del negozio Upim di via Emilia S.Pietro, riuniti in assemblea sindacale, hanno proclamato lo stato di agitazione. Da mesi, infatti, sono in corso trattative tra azienda e Comune, proprietario dell’immobile in cui è collocato il punto vendita, per la rinegoziazione dei canoni di locazione e il ricollocamento dei lavoratori.

A dicembre 2019 l’azienda aveva infatti avviato le procedure di licenziamento collettivo per tutti i dipendenti del punto vendita, comunicando l’intenzione di chiudere il negozio il 31 gennaio 2020.

Sottolinea Luca Chierici, segretario Filcams Cgil provinciale: “A fronte di un confronto sindacale avvenuto sia con il Comune di Reggio sia con l’impresa, le parti si sono impegnate a verificare se vi siano le condizioni per consentire il permanere del punto vendita, ma ad oggi ancora non vi sono garanzie concrete. Il Comune ha infatti annunciato la necessità di mettere a bando quei locali, il cui affitto è stato disdettato dall’azienda a marzo scorso, con la possibilità di ridurre i costi dei canoni di locazione, ma ad oggi non abbiamo notizie di quel bando”.

Continua Chierici: “Come organizzazione sindacale abbiamo anche richiesto che nel bando venisse inserita una clausola per cui, a prescindere dal soggetto aggiudicatario, vengano garantiti i mantenimenti dei posti di lavoro di chi oggi opera in quei locali, ma fonti interne del Comune ci dicono che ad oggi non ci sarebbe la volontà di inserire tali clausole”.

Dal canto suo l’impresa non ha fornito certezze alcune sulla propria permanenza come operatore e il rischio che il punto vendita, aperto ormai da oltre dieci anni, venga chiuso permane. A fare la differenza saranno anche i costi che il 28 febbraio prossimo verranno determinati dal nuovo bando.

Conclude il segretario della categoria: “Crediamo che impresa e Comune debbano creare le condizioni affinché vengano tutelati tutti i posti di lavoro. L’amministrazione comunale di Reggio deve inserire nel bando una clausola che tuteli i posti di lavoro a prescindere da chi subentrerà nei locali di sua proprietà e l’azienda deve impegnarsi nel determinare le condizioni per una ricollocazione di tutte le persone nei punti vendita limitrofi in caso di chiusura”.

Scrive il sindacato: “Se non arriveranno risposte, verranno messe in campo azioni di mobilitazione e sciopero”.