Salvini, da “stravinciamo” a “felice pure se perdo”

L'ottimismo del leader della Lega vira subito dopo la diffusione dei dati elettorali

REGGIO EMILIA – Da “stravinciamo” a “nella vita si vince e si perde”; da “ho delle sensazioni straordinarie” a “se perdo sono ugualmente felice”. Venti minuti dopo la mezzanotte, 80 minuti dopo la chiusura delle urne delle regionali dell’Emilia-Romagna, Matteo Salvini, si presenta alle telecamere e ai cronisti riuniti al comitato elettorale di Lucia Borgonzoni e ‘aggiorna’ cosi’ la sua narrazione sull’Emilia-Romagna. Da settimane ormai infatti la parola, forse non d’ordine, ma mantra era ‘vinciamo’.

La stessa che ha usato pero’ Stefano Bonaccini, ma nel d-day spauracchio dell’Emilia-Romagna al momento del voto al seggio. “A oggi siamo in vantaggio”, diceva il 9 gennaio dal mercato di Casalgrande (Reggio Emilia). “Io sono convinto che vinciamo e sara’ una cosa incredibile”, ripeteva due giorni dopo nel riminese a Coriano. Nel bagno di folla finale, venerdi’ scorso a Bologna, il leader della Lega non aveva nascosto le sue “sensazioni straordinarie sia in Emilia-Romagna che in Calabria”, aggiungendo: “Da lunedi’ penso che cambieranno tante cose”.

Qualche giorno prima aveva anche detto che si stava gia’ “ragionando sulla squadra che lavorera’ da lunedi’ in avanti e che comprendera’ tutti e coinvolgera’ tutti, anche qualcuno che e’ esterno alla politica ma che e’ professionalmente valido. Ci sono ottimi rapporti all’interno della coalizione”. Era il 5 gennaio, invece, quando da Modigliana (Forli’-Cesena), spiegava che “se vinciamo in Emilia-Romagna, se vincete in Emilia-Romagna, cambia la storia d’Italia e cambia la storia d’Europa. Avete in mano la possibilita’ di fare una rivoluzione pacifica che in Italia non si vede da 50 anni. Il treno della storia passa il 26 gennaio”.

Oggi Salvini, rinvia alle 2 o alle 3 di notte l’analisi ‘vera’, lascia intendere che in fondo la Lega potrebbe anche ritrovarsi vincitrice con i dati veri… dice che chi non ha votato “ha perso una occasione”; tre settimane fa avvertiva: “Stavolta chi sta a casa il 26 gennaio poi perde il diritto al lamento per i prossimi 50 anni. O si cambia adesso oppure il treno non passa piu'”.

E’ stato il Salvini di Bibbiano, e del citofono, in pianta stabile in Emilia-Romagna tanto da alimentare l”accusa’ di aver oscurato la ‘sua’ Borgonzoni. E’ stato il Salvini della Lega che si e’ presentata per ‘liberare’ l’Emilia-Romagna innescando il facile ‘no grazie, siamo a posto cosi” che anche oggi e’ stato piu’ volte ripetuto sui social a urne aperta. Ma oggi e’ il Salvini a cui va bene che ci sia “stata partita” in Emilia-Romagna, in fondo anni fa la gara elettorale in questa regione ‘rossa’ era “chiusa prima di cominciare”.

Ironia della sorte, mentre Salvini rimandava ai dati reali il commento ‘vero’ sulle regionali in Emilia-Romagna, e le proiezioni continuavano a dire che Borgonzoni e’ uscita sconfitta, la stessa leghista era in vantaggio nella prima decina di sezioni scrutinate (fonte Dire).