Regionali, Mori (Pd): “Lancia osservatorio su Lgbti discriminati”

La consigliera regionale del Pd ricandidata: "Ora vera applicazione di legge regionale"

REGGIO EMILIA – Un osservatorio regionale che, speculare a quello gia’ esistente per le donne, monitori il fenomeno delle discriminazioni e delle violenze di genere contro le persone Lgbti. E’ uno degli impegni annunciati oggi da Roberta Mori, consigliera regionale uscente del Pd, ricandidata nel collegio di Reggio Emilia per un secondo mandato in Assemblea legislativa.

Al centro del suo programma la tutela dei diritti “arcobaleno” (ma anche dei minori) di cui Mori si e’ gia’ occupata come relatrice della legge contro l’omotransnegativita’ approvata in Regione a luglio scorso. Per la reggiana e’ ora il momento di renderne “esigibili” i contenuti, attraverso il supporto a tutti i Comuni in progetti per le pari opportunita’, provvedimenti per aiutare le persone rifiutate dalle famiglie per il loro orientamento sessuale (a Reggio Emilia sette quelle accolte dalla rete Arcigay) e norme sull’erogazione di farmaci alle persone “in transizione”.

Il tutto, spiega Mori, “con metodi di verifica e di rendicontazione, perche’ sui diritti le dichiarazioni non bastano e soprattutto perche’, quando incroci il vissuto di chi le discriminazioni le vive sulla sua pelle, non si puo’ barare”. Continua la candidata: “La legge che abbiamo approvato (in una seduta fiume di oltre 40 ore, ndr) e’ frutto di un percorso di ascolto e di partecipazione e rispecchia una visione di societa’ in cui quando c’e’ una fragilita’ la mia Regione, quella che voglio rappresentare, si muove e fa le battaglie giuste”.

A supportare la candidatura di Roberta Mori la senatrice dem Monica Cirinna’, madrina della legge nazionale sulle unioni civili. “La Lega – afferma Cirinna’ – e’ pericolosa: ha gia’ detto che se vincera’ le elezioni cancellera’ la legge regionale. I diritti delle persone e l’orgoglio di essere se stessi per noi vengono sempre prima di tutto”. Schierata con Mori anche le comunita’ Lgbti di Reggio Emilia (rappresentata dal presidente dell’Arcigay e dalla consigliera comunale Fabiana Montanari) e di Bologna (con l’ex presidente del Cassero Vincenzo Brana’) che danno esplicita indicazione di voto per Mori nel loro appello per un “voto arcobaleno”.

Montanari, inoltre, si rivolge agli amministratori dei Comuni della regione per esportare il modello del tavolo contro l’omotransfobia nato a Reggio. Il sindaco Luca Vecchi (recandosi ad un altro impegno) ha pero’ voluto rimarcare che Reggio e’ stata la prima citta’ a recepire la nuova legge regionale tracciando cosi’ “una linea di demarcazione tra un campo e l’altro” delle forze candidate alla guida della Regione.