Regionali, Di Maio: “Basta bipolarismo, votate l’alternativa” foto

Il leader del M5S, a Scandiano per lanciare la volata del candidato Simone Benini, dribbla le domande su un suo possibile passo indietro: "Se ne sentono tante"

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SCANDIANO (Reggio Emilia) – “Se ti tagli lo stipendio sei un populista, ma se uno non se lo taglia e lo sbatti fuori sei un dittatore. Abbiamo regole e, chi non le rispetta, se ne va. Anche perché le ha pure firmate”. Lo ha detto il leader del M5S, Luigi Di Maio, oggi a Scandiano per sostenere la corsa in Regione del candidato presidente Simone Benini, riferendosi al rischio espulsione che attende i parlamentari e i consiglieri regionali pentastellati che non sono in regola con le rendicontazioni.

Il ministro degli Esteri ha dribblato, prima del comizio, le domande relative alla possibilità di un suo passo indietro dal ruolo di capo politico del Movimento 5 Stelle e ha detto ai cronisti: “Se ne sentono tante. Io credo che il dibattito interno al movimento non debba oscurare le cose che facciamo”.

Sul palco con lui c’erano anche i candidati reggiani alle regionali Bertucci, Catellani, Cersosimo, Riccobene, Soragni, Vaccari, insieme al candidato alla presidenza regionale Simone Benini. Un evento che ha visto la presenza dei parlamentari locali Zanichelli e Lanzi, dell’europarlamentare Pignedoli, del sottosegretario alla giustizia Ferraresi e della vicepresidente della camera Spadoni.

Il leader del M5S ha anche rivendicato dal palco il taglio dei parlamentari. Ha detto: “E’ una legge, votata ad ottobre di quest’anno, che dice che tagliamo 345 parlamentari. Sono 300mila euro al giorno risparmiati per sempre. Se qualcuno dice che è inutile, perché è un risparmio che non serve a niente, allora è anche inutile spenderli. Meglio tagliarli, perché è la somma che fa il totale”.

E attacca la Lega: “Ieri la Lega (alcuni senatori leghisti, ndr), che ha votato quattro volte a favore, ha firmato per indire a maggio un referendum contro il taglio dei parlamentari. Voglio confrontarmi con Salvini per sapere quali sono le sue argomentazioni visto che il programma l’aveva scritto con noi e quella legge l’ha votata in Parlamento”.

Poi l’affondo su Autostrade per l’Italia. Ha detto Di Maio: “Questo Paese ha perso 40 suoi concittadini perché una società, che prende miliardi di euro dalle vostre tasche, da anni non faceva manutenzione adeguata. Ci son voluti tre giorni per vedere sui giornali i nomi dei Benetton. Dobbiamo riprenderci tremila chilometri di autostrade e togliergli le concessioni. Crolla un ponte e non gliene frega niente a nessuno. Noi attacchiamo e quindi crolla un titolo in Borsa e siamo quelli contro le imprese. Quella è gente a cui sono stati regalati profitti per miliardi di euro con contratti che non potevano neanche essere impugnati. Io penso che noi dobbiamo resistere.
Prima o poi potremo andare dalle famiglie delle vittime e dire: “So cosa è successo ai tuoi cari, ma almeno questi non gestiscono più ponti, cavalcavie e autostrade in giro per l’Italia’”.

E conclude: “Votare per noi in questa Regione significa avere un’alternativa. Basta con questa storia che ci sono solo due poli, perché, negli anni in cui c’erano, di destra e di sinistra, le leggi che aspettavamo da trent’anni non le ha fatte né la destra, né la sinistra. Votare per un’alternativa è un sacrosanto diritto dell’Italia che per anni è stato un paese con due poli, ma, sulle cose importanti ce n’era solo uno che pensava agli affari suoi e non agli affari vostri”.

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