Reggio Emilia, vittoria schiacciante del centrosinistra

Si attesta sul 54,98% di preferenze (raddoppiati i voti rispetto al 2014) contro le 39,50 del centrodestra. Pd primo partito con il 40%, mentre la Lega sfiora il 30. Vecchi: "Competenza batte arroganza"

REGGIO EMILIA – Il centrosinistra stravince nella provincia di Reggio in queste regionali attestandosi sul 55,14% di preferenze contro le 39,30 del centrodestra. Facendo un raffronto con le elezioni del 23 novembre del 2014, allora la percentuale era simile, ovvero il 55,77%. Allora però i voti per la coalizione di centrosinistra, a causa della bassa affluenza, erano stati solo 76mila e 431, contro i 149mila e 534 di oggi.

Passando ai partiti il Pd raggiunge il 39,39% delle preferenze con quasi 100mila voti, segue la lista Bonaccini presidente con il 5,84%, Emilia Romagna Coraggiosa con il 3,94%, Europa Verde con il 2,01%, +Europa-Psi-Pri con l’1,40% e Volt con lo 0,30%.

Nel centrodestra la Lega si attesta al 29,87%, mentre Fdi prende il 6,68%, Forza Italia il 2,04%, la lista civica Borgonzoni presidente l’1,58% e il Popolo della Famiglia Cambiamo lo 0,44%.

Il candidato del M5S, Simone Benini, si attesta al 4,08%, mentre il suo partito prende il 5,22% a testimonianza del voto disgiunto effettuato dai Cinque stelle. Laura Bergamini, candidata del Partito comunista arriva allo 0,74%, Stefano Lugli dell’Altra Emilia Romagna allo 0,35%, Domenico Battaglia, Movimento 3 V (Vaccini vogliamo la verità) allo 0,24% e Marta Collot di Potere Operaio allo 0,16%.

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Vecchi: “Competenza batte arroganza”
Tra i primi ad esultare c’e’ il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, che su Facebook commenta: “Ha vinto Stefano Bonaccini. Ha vinto il centro sinistra e ha vinto il Partito Democratico. Ma soprattutto ha vinto l’Emilia-Romagna”. Aggiunge il sindaco: “Sembrava impossibile, ma e’ stata fatta un’impresa. Ha vinto la serieta’ e la competenza ed un certo stile, anche contro chi pensava con arroganza e disinvoltura che si potesse arrivare e disprezzare la storia di un popolo. Ha vinto il buon governo, ma ha vinto anche la voglia di futuro”.

Invece, sottolinea Vecchi, “ha perso chi ha strumentalizzato in chiave nazionale una partita prevalentemente emiliano-romagnola. Il popolo emiliano-romagnolo e’ un popolo che ha faticato, ha sofferto, ha lavorato duro per uscire dalla miseria e conquistare la propria liberta’ e i propri successi, cittadini che non hanno bisogno di farsi ‘citofonare’ per sapere cosa fare, e quel popolo ha deciso di continuare ad essere una terra di valori riformisti e democratici, perche’ tutto questo dalle nostre parti e’ anche uno stile di vita”.