Protesti in calo nei primi nove mesi del 2019

Secondo i dati della Camera di commercio assegni scoperti giù del 79%

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REGGIO EMILIA – Nel 2019 i reggiani hanno avuto una maggiore capacita’ di fare fronte ai propri debiti. E’ in sostanza quanto emerge da un’analisi della Camera di commercio di Reggio Emilia sui protesti cambiari in provincia, diminuiti nei primi nove mesi dell’anno scorso del 29% rispetto allo dello stesso periodo del 2018. Tra gennaio e settembre dello scorso anno, infatti, i titoli esecutivi (assegni, cambiali e tratte accettate) riguardanti imprese e famiglie sono scesi dai 1.813 a 1.291.

Il valore degli insoluti ammonta a poco piu’ di 1,7 milioni di euro rispetto ai 2,1 milioni del 2018 (-19,2%). In particolare la diminuzione registrata dal valore dei protesti e’ da attribuire alla forte riduzione degli assegni non coperti, che si sono fermati a 73, con una flessione del 79,6%.

Il loro ammontare complessivo si e’ dimezzato da 1,2 milioni dei primi nove mesi del 2018 a poco piu’ di 638 mila nello stesso periodo del 2019, anche se il loro valore medio aumenta da 3.448 a 8.740 euro. Il valore delle cambiali, invece, e’ aumentato del 20,5% toccando quota 1,1 milioni a causa del trend in crescita, osservato nel terzo trimestre dell’anno passato, delle cambiali con importi del valore superiore ai 5.000 euro.

Infine i “paghero'”, pur registrando un calo del 16,3% rispetto all’anno precedente, si confermano i titoli di credito piu’ protestati in provincia di Reggio Emilia. In totale sono 1.218, rappresentano piu’ del 94% degli insoluti, e il loro valore medio ha raggiunto nel 2019 gli 890 euro (contro i 618 dell’anno prima).

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