Operaio morto a Massenzatico, esplode la rabbia dei sindacati

La Flai Cgil: "Si deve agire con urgenza sul tema della sicurezza sul lavoro e degli infortuni mortali"

REGGIO EMILIA – “Si deve agire con urgenza sul tema della sicurezza sul lavoro e degli infortuni mortali”. È l’appello comune delle sigle sindacali Sgb, Cgil, Cisl Emilia-Romagna e Ugl dopo che ieri c’e’ stata la prima morte bianca del 2020: a Massenzatico, in provincia di Reggio Emilia, ha perso la vita Sandro Santini, operaio di 52 anni caduto in una cisterna della Cantina sociale.

Le associazioni sindacali esprimono cordoglio per la famiglia, ma sottolineano anche come il tema della sicurezza sul lavoro non sia affrontato adeguatamente o non lo sia abbastanza. Tanto che per Sgb di Reggio Emilia “rimane la rabbia per un infortunio mortale avvenuto mentre impazza la campagna elettorale per le regionali dell’Emilia-Romagna in cui e’ evidente che le tematiche per la sicurezza sul lavoro, trovando pochissimi o inesistenti spazi nel dibattito, non sono una priorita’. E, invece, occorrerebbe agire con urgenza”.

L’importanza della vita delle persone, della dignita’ e della sicurezza, per Sgb “devono necessariamente venire prima della produttivita’, del profitto”. E se su questo le risposte dalla politica non arrivano, Sgb invita “lavoratrici e i lavoratori a riprendersi questo diritto, mettendo da parte la paura di denunciare le situazioni di rischio e pericolo sul lavoro e agendo collettivamente con scioperi e blocchi laddove non siano garantite le tutele per la vita, la salute e la dignita’”.

Per Elena Strozzi, segretaria Cgil, e Giovanni Velotti, segretario generale Flai-Cgil, “l’ennesima tragedia impone di innalzare ulteriormente l’attenzione sui tema della sicurezza sul lavoro”. Delle morti bianche registrate a Reggio Emilia tra 2018 e 2019, cinque su sette erano legate ai lavori agricoli. Per i sindacalisti “e’ sconfortante continuare ad annoverare il maggior numero di infortuni in agricoltura o nell’industria agroalimentare”.

“È in corso una strage inaccettabile”, dice Paolo Capone, (Ugl) che rimarca “la necessita’ di potenziare i controlli e prevedere una formazione adeguata, soprattutto nei settori dove il rischio infortuni e’ maggiore”. Il mondo sindacale “oggi si risveglia piu’ solo. Sandro era padre di tre figli, sposo, grande lavoratore e anche iscritto Cisl. Ci stringiamo nel dolore a tutta la famiglia”, dice la Cisl Emilia Centrale.

“Avremmo immaginato un 2020 senza l’incubo degli incidenti sul lavoro- commentano Domenico Chiatto, segretario Cisl, e Vittorio Daviddi, segretario generale Fai Cisl Emilia Centrale, la categoria cui Sandro era iscritto- e invece siamo a lanciare nuovi appelli ai temi della sicurezza sul lavoro e alla formazione proprio per la scomparsa di Sandro. Non si puo’ morire cosi’, con una famiglia a carico, quando la sera si dovrebbe semplicemente riunirsi nel focolare”.