Lottizzazione abusiva, a processo un reggiano di 64 anni

Roberto Sacchi è stato citato a giudizio dalla procura di Aosta con l'accusa di aver trasformato in insediamento stabile (con vere e proprie “seconde case”) un’area originariamente destinata a campeggio

REGGIO EMILIA – Un reggiano di 64 anni, Roberto Sacchi, è stato citato a giudizio, dal pm Eugenia Menichetti della procura di Aosta, per lottizzazione abusiva. Il reggiano, che è legale rappresentante della San Cassiano srl, la società che gestisce il “Camping Green Park” posto sotto sequestro lunedì, comparirà davanti al giudice monocratico del tribunale di Aosta il prossimo 24 marzo. Lo scrive il quotidiano on line AostaSera.it.

Il 64enne reggiano è accusato di aver trasformato in insediamento stabile (con vere e proprie “seconde case”) un’area originariamente destinata a campeggio, quindi alla ricettività turistica a rotazione.

In base alle indagini dei forestali della sezione di polizia giudiziaria e dei finanzieri avrebbe realizzato, violando la normativa, 290 piazzole per ospitare 125 casette casette prefabbricate – “rimovibili solo tramite smontaggio” e “allacciate ad impianto idrico, fognario ed elettrico, alcune dotate di antenna parabolica” – e 106 roulottes (con pre-ingressi a struttura fissa) “rese intrasportabili con mezzi normali” e con allacciamenti analoghi ai prefabbricati.

Ma anche otto case (tra 24 e 34 mq) “prive di elementi idonei a renderle amovibili”. Quindi ha concluso “almeno 117 contratti di cessione del diritto di superficie di altrettante piazzole”, annuali e rinnovabili, facendo “da intermediario tra l’impresa costruttrice” e gli acquirenti.

Secondo l’accusa Sacchi “prima proponeva l’acquisto di case mobili da utilizzare come seconda casa a prezzi molto vantaggiosi in relazione alle condizioni di mercato (a partire da 35mila euro)”. Poi, “fungeva da intermediario tra l’acquirente ed una terza società” che “forniva la casetta prefabbricata e provvedeva all’installazione presso il camping ‘Green Park’”. Nel mentre, concludeva con il compratore “un contratto di concessione del diritto di superficie della piazzola di durata annuale, rinnovabile”, garantendo così all’acquirente “un utilizzo a tempo indeterminato della casetta e dei servizi del campeggio”.

Secondo gli inquirenti, inoltre, “la pubblicizzazione della vendita di nuove casette prefabbricate” è continuata “ad opera dell’indagato” (sul sito internet del “camping Green Park”) “sino al giorno della conoscenza dell’esistenza del procedimento in corso”, circostanza che li conduce a ritenere che l’opera “non avesse ancora raggiunto la sua massima estensione, vantando ancora significativi ambiti di potenziale espansione”.

Conte, direttore di Faita: “Siamo certi che il nostro associato dimostrerà la sua estraneità alle accuse”
Sulla vicenda interviene Emilio Conte, direttore dell’Associazione valdostana centri turismo all’aperto che commenta: “Stiamo seguendo con molta attenzione la vicenda giudiziaria che ha portato al sequestro di parte del “Camping Green Park” di La Salle e che desta preoccupazione tra i molti nostri associati che lavorano con dedizione e che hanno investito con pieno rispetto e con piena fiducia nella legislazione del settore del plein air vigente in Valle d’Aosta. Stando agli elementi ad oggi in nostro possesso pare che il provvedimento di sequestro non ne consideri la portata. Tuttavia essa è peculiare, ed ha reso possibile e legittima la installazione e la fruibilità degli allestimenti mobili presenti nel Camping Green Park, oltre che evidentemente di altre realtà sul territorio regionale, come attestano i vari atti e provvedimenti autorizzativi rilasciati dalle Amministrazioni competenti, di cui è regolarmente munito, e come fin qui confermato dai frequenti e rigorosi accessi e controlli cui le medesime Amministrazioni l’hanno sottoposto nel tempo. Del resto, come è noto, trattasi di impianto che esiste da decenni, e mai, nel tempo, è incappato in critiche o censure di irregolarità di tale portata. Occorre avere piena fiducia nell’operato della magistratura, ed esprimiamo solidarietà e vicinanza nei confronti del nostro associato che potrà contare sul supporto della nostra associazione e che siamo certi riuscirà a fornire, nei modi e nelle sedi opportune, tutti gli elementi necessari a dimostrare la sua estraneità alle accuse”.