Libia, Sassoli: “Europa, peso politico debole rispetto a economia”

Il presidente del Parlamento Ue oggi a Reggio per la festa del Tricolore: "Serve un cambio di mentalita' degli Stati membri, che devono rendersi conto che non e' utile ne' efficace agire unicamente sulla base di logiche esclusivamente nazionali"

REGGIO EMILIA – “Il rapporto transatlatico rimane il cardine e il fondamento della politica estera dell’Unione europea, ma e’ chiaro a tutti adesso come non mai che l’Europa deve fare un salto di qualita’ sulla scena internazionale usando il suo peso economico unito alla sua diplomazia e allo sviluppo di una difesa europea”.

Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, parlando a Reggio Emilia dove è intervenuto alle celebrazioni per il 223esimo anniversaro della nascita della bandiera tricolore. Aggiunge Sassoli: “Le cronache del nuovo anno ci invitano a dimostrare maggiore presenza sulla scena internazionale. Stiamo seguendo con grande preoccupazione quanto sta avvenendo alle nostre porte e non c’e’ alcuna sottovalutazione di quanto avviene in Medioriente”.

Ma “i drammatici fatti di questi giorni stanno a dimostrare che il ruolo politico e diplomatico dell’Unione a livello globale non corrisponde al nostro peso economico e finanziario e commerciale”. Cioe’, aggiunge Sassoli, “siamo una grande potenza quando si tratta di negoziare le questioni economiche e commerciali, ma facciamo molta fatica ad esercitare un ruolo politico adeguato al nostro peso e alle aspettative che molte popolazioni fuori da perimetro europeo hanno su di noi, come quando gli Stati uniti decidono di ridurre il loro impegno e la loro presenza come in Siria o in Libia oppure di intraprendere azioni unilaterali dagli effetti dirompenti e comunque non concordate con gli alleati europei come avvenuto in Iraq”.

Per questo, continua il presidente del Parlamento Ue “serve un cambio di mentalita’ degli Stati membri, che devono rendersi conto che non e’ utile ne’ efficace agire unicamente sulla base di logiche esclusivamente nazionali come e’ avvenuto in Libia ma e’ indispensabile dotare l’Unione europea di risorse adeguate e il negoziato sul bilancio pluriennale dell’Unione europea iniziera’ adesso, costituira’ un banco di prova di questa consapevolezza”.

Prosegue Sassoli: “La decisione di Teheran di recedere dall’accordo sul nucleare e’ un errore, ci auguriamo che la comunita’ iraniana ritorni su questa decisione e siamo sicuri che Europa e Stati uniti possano continuare a lavorare insieme per superare anche questa fase di tensione e tornare ad una politica di dialogo. Stessa cosa, sul fronte molto caldo che ci riguarda da vicino, occorre evitare che gli interessi di attori esterni prevalgano su quelli del popolo libico e della popolazione civile”.

Continua il rappresentante istituzionale dell’Unione europea: “Abbiamo ascoltato in questi giorni molte voci cariche di ansia, che comprendiamo e che e’ la nostra ansia, di desiderio a fare di piu’ a fare meglio. E abbiamo avuto anche la strana sensazione di tentativi subdoli di far leva sulle nostre difficolta’ per trascinare il nostro Paese e l’Europa verso iniziative militari”.

E “allora vorrei ricollegarmi alla giornata di oggi per riaffermare che con la nostra bandiera accanto a quella europa, mai piu’ la guerra. Da noi gli interventi umanitari si discutono in Parlamento e la politica e la diplomazia sono le nostre armi per risolvere i conflitti. E noi possiamo essere utili, anche in questa delicata situazione, per abbassare la tensione e riportare il dialogo e il confronto” (fonte Dire).