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L’Emilia-Romagna ha detto “no”, sconfitto il “salvinismo”

I nostri concittadini hanno rifiutato un'idea di società basata sulla paura dell'altro, sulla propaganda che si nutre di citofonate in diretta per solleticare la pancia degli elettori e su una politica sbruffona e volgare

REGGIO EMILIA – Il voto in Emilia-Romagna è una sconfitta personale di Salvini. La personalizzazione che il leader della Lega ha imposto alla campagna elettorale ha fatto sì che queste regionali si trasformassero in un vero e proprio referendum pro o contro il leader della Lega e il modello di società e di politica che propone il salvinismo.

Gli emiliano-romagnoli, con questo voto, hanno detto “no” a un’idea di società basata sulla paura dell’altro, alla propaganda che si nutre di citofonate in diretta per solleticare la pancia degli elettori, a un modo di fare politica sbruffone e volgare. I nostri concittadini hanno confrontato quello che avevano costruito Bonaccini e i suoi predecessori dal 1970 in poi e quello che proponevano il leader leghista e la sua candidata Lucia Borgonzoni e, con pacatezza e ragionevolezza, hanno deciso che il candidato del centrosinistra era il migliore.

Il voto di ieri è dunque una sconfitta del salvinismo. Il Pd, tuttavia, ieri in Regione ha vinto una battaglia, ma non la guerra. Sì, perché il cammino è ancora lungo e perché l’Italia non è l’Emilia-Romagna. Vero che il Pd si è confermato primo partito in Regione, ma è anche vero che la Lega qui è al 30 per cento. E’ vero che Bonaccini ha vinto, ma lo ha fatto con un margine (otto punti percentuali) che è stato costruito anche grazie all’invocato voto disgiunto dei grillini e al suo allargamento della coalizione al centro (e per questo ci sarà sicuramente un prezzo da pagare).

Bonaccini ha vinto ed è stato bravo a non farsi trascinare nella competizione nazionale dove lo spingeva Salvini e a restare sul territorio, nel merito delle cose fatte e dei risultati ottenuti. Lì, messa di fronte ai fatti, la Lega è crollata. Ma il successo di Bonaccini deve molto anche al movimento delle Sardine che ha invaso le piazze italiane, risvegliato la passione politica dei tanti che in questi anni avevano preferito l’astensione. Bisognera’ che il Pd e la maggioranza di governo tengano conto di questa presenza e ricchezza. Non cercando di mettere il cappello, ma aprendosi al confronto, trovando nuove forme di partecipazione e per un loro reale coinvolgimento.

Chi ha perso, e di brutto, sono stati anche il Movimento Cinque Stelle e Forza Italia. Il risultato ottenuto da Simone Benini ha confermato che i pentastellati stanno letteralmente implodendo in tutta Italia, mentre gli azzurri, proabilmente, con questo risultato non riusciranno ad ottenere neanche un seggio in Regione.

Paolo Pergolizzi