Lavoro nero, carenze igieniche e bovini non registrati: sospesa attività agricola

I carabinieri del Nas hanno messo sotto sequestro 76 bovini in un'azienda della Val d'Enza: sanzioni per 17mila euro nei confronti di una imprenditrice 40enne

REGGIO EMILIA – I carabinieri del nucleo antisofisticazione e sanità di Parma, insieme ai colleghi in forza al nucleo ispettorato lavoro di Reggio Emilia, hanno ispezionato un’azienda agricola, nell’area della Val d’Enza, riscontrando una serie di irregolarità tanto che l’attività imprenditoriale è stata sospesa.

Dal lavoro nero alla presenza di bovini non registrati, passando per la carenza di condizioni igienico sanitarie: queste le principali carenze riscontrate nei controlli congiunti dei carabinieri del Nas e del nucleo ispettorato del lavoro di Reggio Emilia.

Nei guai è finita un’imprenditrice agricola 40enne amministratrice dell’azienda agricola ispezionata. L’attività dei carabinieri risale all’altra mattina. Nel corso dell’ispezione i carabinieri del Nas hanno messo sotto sequestro 76 bovini di cui 26 privi, in parte o totalmente, dei marchi auricolari identificativi. Sono state inoltre riscontare carenze igienico-sanitarie nel deposito attrezzature per la mungitura i cui locali sono stati riscontrati bisognosi di interventi di sanificazione a causa della notevole presenza di ragnatele.

I militari hanno trovato in nero un lavoratore sui tre presenti. L’attività aziendale è stata subito sospesa. All’amministratrice dell’impresa sono state comminate sanzioni per un importo complessivo di 17mila euro. Ora la ripresa delle attività dipenderà dalla stessa imprenditrice che dovrà regolarizzare i dipendenti impiegati in nero e pagare la relativa multa.