L’analisi del voto, la Lega avanza nelle periferie

La Borgonzoni ha vinto in 13 Comuni su 42 nel nostro territorio, soprattutto sul Po e in montagna. De Lucia (PD): "Un voto per Bonaccini più che per il Pd"

REGGIO EMILIA – Il voto nella provincia di Reggio Emilia (ma del resto anche in Emilia-Romagna) conferma quel che i sondaggisti e i ricercatori avevano già intuito. Il centrosinistra vince nei capoluoghi di provincia, ma, mano a mano che ti allontani dal centro e vai verso le periferie, prevalgono la Lega e il centrodestra. La Borgonzoni ha vinto in 13 Comuni su 42 nel nostro territorio, circa un terzo quindi.

Il nostro territorio non fa eccezione. La Borgonzoni ha vinto in riva al Po nei comuni di Boretto (51,54% con la Lega al 40,26), Brescello (57,67% con la Lega al 46,84), Guastalla (47,75% con la Lega al 36,62).

Poi si è affermata nella montagna reggiana. Ha vinto a Baiso (50,06% con la Lega al 39,63%), Canossa (51,11 con la Lega al 40,16), Carpineti (50,37% con la Lega al 39,94), Castelnovo Monti (53,23% con la Lega al 44,47), Toano (58,3% con la Lega al 47,11), Ventasso (56,82% con la Lega al 45,11), Vetto (56,79% con la Lega al 43,30), Viano (49,76% con la Lega al 37,77), Villa Minozzo (55,94% con la Lega al 48,99).

Infine c’è il Comune di Castellarano (50,36% con la Lega al 39,93).

De Lucia (PD): “Un voto per Bonaccini più che per il Pd”
Scrive, a questo proposito, il consigliere comunale del Pd, Dario De Lucia: “Penso sia necessaria una riorganizzazione politica e umana del Partito Democratico. Abbiamo tenuto la situazione ma compare anche nei collegi dove abbiamo vinto in Emilia uno squilibrio tra i capoluoghi e le periferie, in particolare delle zone più marginali della nostra Provincia (vedi Appennino e rive del Po). Per non arrivare sempre con il fiatone e lasciare tutto sulle spalle dei singoli candidati occorre ricreare il senso di comunità e lavorare di più di prossimità anche al di fuori del momento elettorale. Non penso che questo sia stato un voto per il PD – che è al 34,69% rispetto al 31,95% della Lega –  ma più un voto per Bonaccini o del candidato locale del proprio collegio unito alla poca fiducia e timore rispetto alla proposta di Borgonzoni e dell’arroganza leghista”.