Giorno della memoria, Vecchi in sinagoga: “Teniamo sveglie le coscienze”

Le celebrazioni a Reggio Emilia con il sindaco e il rabbino Beniamino Goldstein. L'incontro in sinagoga e la posa di una Pietra di inciampo in memoria di Aroldo Montanari

REGGIO EMILIA – “Siamo chiamati a vigilare, tenere sveglia la coscienza civile, e ad opporci con i nostri valori costituzionali e i nostri diritti civili ai tentativi di sdoganamento dell’odio, di infiltrare la discriminazione di razza, di religione, di sesso e certamente alle discriminazioni contro gli ebrei che si manifestano in questo tempo, in questo contesto che stiamo vivendo. Un cotesto che appare favorevole a certe iniziative razziste, un contesto che però deve misurarsi con i nostri valori, le nostre solide convinzioni ideali”.

Così il sindaco Luca Vecchi, intervenuto stamani nella sinagoga di Reggio Emilia, per la celebrazione del Giorno della Memoria. Fra le autorità presenti, il prefetto di Reggio Emilia Maria Forte e il rabbino della Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia, Beniamino Goldstein, che ha pregato un Salmo al momento della deposizione della corona di alloro alle lapidi che, sulla facciata della sinagoga di via dell’Aquila, riportano i nomi dei deportati ebrei reggiani. Erano presenti fra gli altri gli studenti delle scuole impegnati in progetti dedicati alla Memoria della Shoah.

“Viviamo in un contesto e in un tempo – ha detto il sindaco Vecchi – che da una parte può favorire l’indebolimento della coscienza civile e dall’altra innesca la manifestazione di gesti personali, quasi ‘privati’, attuati per cambiare in pubblico i conti con la storia. La violazione ignobile avvenuta in questi giorni di una Pietra d’inciampo, che indica l’abitazione di un cittadino ebreo a Guastalla morto in un campo di sterminio, ne è un tipico esempio. Si corre il rischio che quanto era ed è inaccettabile, interdetto pubblicamente, possa con questi singoli gesti essere sempre più sdoganabile. Ecco, a questo siamo chiamati a opporci, a vigilare e a reagire, puntualmente, attraverso i nostri principi costituzionali e di civiltà, e attraverso le ‘soste’ di riflessione che noi facciamo, con i Viaggi della Memoria o con il fare memoria della Shoah in questo Giorno in cui 75 anni fa vennero aperti i cancelli di Auschwitz. Oggi, con il Ricordo delle persone sterminate e la Memoria di un fatto storico immane concepito nell’umanità europea, ci viene chiesto di fare un ulteriore sforzo di consapevolezza di quanto è accaduto in passato e di quanto succede oggi”.

“Ciò che è accaduto con la Shoah – ha aggiunto il sindaco – è accaduto in Europa, il continente, la comunità delle diversità: delle tre religioni monoteiste, delle fonti culturali delle civiltà greca e latina, del Rinascimento, della Modernità. Come fu possibile? La Shoah avvenne nel momento in cui l’Europa si chiuse, in cui rifiutò le diversità. L’Europa produsse o di fatto accettò Auschwitz nel momento in cui cancellò le diversità.

“La democrazia, che è garanzia delle diversità, è stata e resta la risposta più chiara, anche contro il terrorismo, la mafia, le derive autoritarie di oggi, Credo che Reggio Emilia e la sua Amministrazione abbiamo avuto e portino avanti un impegno importante in questa direzione di democrazia e consapevolezza. Non è un caso se alcune amministrazioni locali abbiano cancellato i Viaggi della Memoria dai loro programmi, per distinguersi, per segnare la loro identità ideologica. Reggio Emilia non lo ha fatto e non lo farà: la testimonianza del compianto Piero Terracina nel nostro teatro Valli gremito di ragazzi e i Viaggi della Memoria, a cui ho partecipato in una occasione con il vescovo, il rabbino e l’imam ad Auschwitz, sono fra gli atti che hanno reso la nostra comunità pronta e vigile alle nuove manifestazioni di discriminazione e odio razziale. La cittadinanza onoraria che conferiremo alla senatrice Liliana Segre è una nostra risposta chiara a questo contesto. Una città che discute del proprio futuro, non può fare a meno della Memoria, soprattutto quanto la Memoria è fonte di libertà. Questa è la nostra strada”.

Dopo l’intervento del sindaco, è stata inaugurata la mostra ‘Diritti nel ghetto’ a cura di Istoreco. La cerimonia si è conclusa in via Emilia Ospizio 52 con la posa di una Pietra di inciampo in memoria del concittadino Aroldo Montanari.