Ennesimo episodio di violenza in carcere, il sindacato: “Serve il taser”

Due agenti sono rimasti feriti per contenere un detenuto che ha dato in escandescenze

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REGGIO EMILIA – Ennesimo episodio di violenza in carcere. Ieri un giovane nigeriano che si trova nell’Atsm (Articolazione tutela salute mentale) ha avuto atteggiamenti intimidatori e di sopraffazione nei confronti di un altro connazionale detenuto. Nonostante i richiami del personale della polizia penitenziaria, il giovane ha continuato con il suo atteggiamento e quindi gli agenti hanno deciso di intervenire per immobilizzare il detenuto psichiatrico e portarlo in una camera singola.

Il nigeriano ha opposto una resistenza notevole e sono dovuti arrivare otto agenti per fermarlo, due dei quali sono rimasti feriti e sono dovuti andare al pronto soccorso da cui sono stati dimessi con una prognosi di 3 e 5 giorni. Il segretario provinciale Sappe Michele Malorni rilancia un grido di allarme per chiedere “la dotazione del Taser, dispositivo che avrebbe potuto evitare le lesioni arrecati dal detenuto violento agli ispettori”.

Il Sappe chiede “l’adozione di provvedimenti disciplinari, penali per lesioni e danneggiamenti dei beni dell’amministrazione interni alla cella che è stata resa inagibile, oltre al trasferimento immediato del detenuto in un’altra struttura per motivi di opportunità e sicurezza anche perché il carcerato rifiuta qualsiasi progetto e percorso trattamentale propostogli”.

Il sindacato ricorda che “il reparto di polizia penitenziaria di Reggio Emilia è già carente nei diversi ruoli e non può assolutamente esporsi a rischi di altre perdite di risorse per aggressioni fisiche. A tal fine chiede che venga definito un più efficace protocollo sanitario psichiatrico per la contenzione chimica che possa prevenire eventi turbativi per la sicurezza interna alla struttura penitenziaria oltre che per la tutela della incolumità fisica della Polizia Penitenziaria e altre figure professionali mediche e paramediche”.

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